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Coronavirus: ad Aosta i medici non hanno più camici ed usano sacchi dell’immondizia

Ad Aosta i medici sono rimasti senza camici e per questo stanno utilizzando in sostituzione i sacchi di plastica, quelli dell'immondizia. Ecco il pronunciamento del commissario straordinario Arcuri.

Cronaca
Pubblicato il 22 marzo 2020, alle ore 18:46

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Coronavirus: ad Aosta i medici non hanno più camici ed usano sacchi dell’immondizia

Dall’analisi dei dati relativi al contagio da Coronavirus emerge che la proporzione tra il numero di contagiati ed il numero di abitanti evidenzia che la regione più colpita è la Valle d’Aosta. Nella regione alpina ci sono 2 contagiati ogni 1000 abitanti mentre in Lombardia 1,5 ogni 1000 abitanti.

L’Ospedale Parini di Aosta si trova ad affrontare il problema della mancanza dei dispositivi di protezione individuale essenziali: mancano i camici idrorepellenti per medici ed infermieri del reparto Covid di Aosta, e il personale medico per sopperire a tale mancanza ha deciso di utilizzare dei sacchi di plastica dell’immondizia.

Questa è una delle tante emergenze che la protezione civile regionale e l’Usl della Valle d’Aosta stanno cercando di fronteggiare: il problema principale è riuscire ad approvvigionare i dispositivi di protezione individuale. Il direttore sanitario dell’USL, Piero Eugenio Nebbiolo, spiega che mancano i camici e chiede a chiunque sia disponibile a costruirli, da qualunque parte, di farlo poiché loro sono interessati a prenderli.

Al momento, per proteggere il loro personale medico e sanitario hanno deciso di ingegnarsi. Il personale sanitario è a stretto contatto con i malati positivi e anche con coloro che non si aspettano di esserlo: è indispensabile poterli proteggere: “Se anche loro si ammalano sarà difficile quasi impossibile curare i pazienti”. La mancanza di camici, secondo Nebiolo, è la carenza più importante perché le mascherine è più facile recuperarle o costruirle mentre i camici è decisamente più complicato.

La risposta del commissario straordinario Arcuri

Il commissario straordinario Arcuri dichiara che la prima monizione per combattere la guerra contro coronavirus è l’utilizzo e la disponibilità dei dispositivi di protezione individuali per i medici e gli operatori sanitari.

Proprio per questo l’uomo ha dichiarato che a partire da lunedì (massimo martedì) in tutte le regioni saranno disponibili mascherine per i medici e presidi di protezione individuale.

I dati di contagio in Valle D’Aosta

Facendo un calcolo delle proporzioni, la Valle d’Aosta ha più contagiati rispetto alla Lombardia. La situazione è grave, poiché la regione alpina ha superato quella Lombarda per l’incidenza rispetto alla popolazione ed al numero di malati di coronavirus. In base ai dati forniti dalla Protezione Civile sono presenti in Valle D’Aosta, esclusi i decessi ed i guariti, 258 positivi cioè 2 su 1000 abitanti contro 1,5 attualmente positivi in Lombardia.

In Valle D’Aosta oltre ai contagiati sono deceduti 8 pazienti, 63 sono ricoverati all’ospedale Parini di Aosta di cui 17 in rianimazione. Altri 195 pazienti sono sottoposti ad isolamento domiciliare. Infine, sono 2230 le persone per le quali i sindaci hanno predisposto un’ordinanza di “isolamento domiciliare precauzionale

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Sembra impossibile che una delle problematiche principali di questa pandemia sia l'assenza di presidi di protezione individuale che, ovviamente, essendo usa e getta, hanno una fine e nessuno si poteva aspettare che avremmo dovuto affrontare una tale situazione. Mi fa arrabbiare ed imbestialire che qualcuno cerchi di lucrare su queste necessità. Dobbiamo lottare tutti insieme con lo stesso obiettivo e non cercare di lucrare e guadagnare su questa pandemia.

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