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Como, 15enne festeggia l’ultimo giorno di scuola gettandosi nel lago di Como: soccorso, muore subito dopo

Adolescente ghanese si getta nel lago di Como, ma non sa nuotare. Recuperato ancora vivo dai sommozzatori dei vigili del fuoco a nove metri di profondità, muore appena giunto all'ospedale di Bergamo.

Cronaca
Pubblicato il 8 giugno 2019, alle ore 14:06

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Como, 15enne festeggia l’ultimo giorno di scuola gettandosi nel lago di Como: soccorso, muore subito dopo

Il ragazzo di 15 anni che ieri 7 giugno, verso le 12.30, si è tuffato nel lago di Como per festeggiare la fine dell’anno scolastico è deceduto. Gli amici, non vedendolo riemergere, avevano chiamato subito i soccorritori ma, appena arrivato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il 15enne è morto.

Si erano tuffati in quattro dal pontile di villa Geno nel lago di Como, una zona con divieto di balneazione, perché piuttosto pericolosa: il 15enne, che non sapeva nuotare, non era più riemerso.

Non sapeva nuotare

Il ragazzino, residente a Gironico, una frazione di Colverde in provincia di Como, è nato in Ghana e frequentava l’istituto alberghiero Cps di Monte Olimpino, un quartiere di Como. Con lui c’erano altri quattro compagni di scuola, alcuni dei quali maggiorenni. Insieme avevano deciso di festeggiare l’ultimo giorno di scuola e salutare, con un bagno nel lago, l’anno scolastico 2018-2019.

Una tradizione che è costata cara al giovane ghanese. Gli amici si sono tuffati per primi nelle acque gelide del lago e hanno nuotato: lui ci ha pensato un attimo, perché non sapeva nuotare. A contatto con l’acqua gelida non ha saputo difendersi, ed è stato trascinato nel fondo del lago. Da lì non è più riemerso.

Rendendosi conto della gravità della situazione gli amici hanno chiamato aiuto. Sul posto sono giunti i sommozzatori dei vigili del fuoco, che hanno ripescato lo studente a nove metri di profondità. Non riportava alcuna ferita, ma la sua situazione era piuttosto grave. Con un elicottero è stato trasportato immediatamente all’ospedale di Bergamo, ma è stato inutile ogni tentativo di rianimazione del 15enne.

Proprio in quel punto del lago, c’è il divieto di balneazione. Un divieto resosi necessario per gli incidenti, simili a quello di ieri che, secondo quanto riferiscono le fonti investigative, si ripetono. Negli ultimi due anni, due giovanissimi sono morti dopo essere entrati in acqua da quella zona.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che questa tradizione, legata alla gioia per le vacanze e al caldo, dovrebbe essere riconsiderata dagli stessi ragazzini, aiutati magari dagli insegnanti e dai genitori. Questo ragazzino non è stato tanto forte da ammettere che quel modo di festeggiare non era adatto a lui. A questa età, c'è bisogno di sentirsi parte del gruppo, e, fare le stesse cose, è come un rito d'accoglienza. Ma ci sono cose che si possono fare e altre no.

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