Sono davvero tante le attività che si possono praticare in spiaggia per grandi e piccini. Si va dai birilli alle bocce passando per la costruzione dei castelli di sabbia sino alla paletta e secchiello per i piccoli passando poi ad attività dinamiche come una partita a beach volley o a racchettoni. Proprio una partita a racchettoni in spiaggia tra padre e figlia che hanno colpito con la palla un bagnante ha scatenato polemiche e anche il tribunale.
I fatti risalgono all’estate del 2015 ma soltanto adesso la Cassazione ha emesso la sentenza. Un padre e una figlia stavano giocando a racchettoni in spiaggia quando la loro palla, inavvertitamente, ha colpito un bagnante in pieno volto. Un colpo duro dal momento che il malcapitato ha subito il distacco dalla retina e l’impossibilità di vedere dall’occhio sinistro.
Nonostante i soccorsi siano stati immediati e le cure prestate, la vicenda è giunta però davanti ai giudici del Tribunale di Lecce. Tra l’altro, il malcapitato non si è fatto accompagnare al Pronto soccorso per poi recarsi in ospedale a distanza di quattro giorni in codice verde, considerando che le sue condizioni non fossero così critiche.
In Tribunale, il padre e la figlia hanno fatto luce su questo fatto, delle poche condizioni critiche dell’uomo, ma il giudice di pace li ha accusati di lesioni colpose gravi. Il padre e la figlia hanno tentato, a seguito di quest’accusa rivolta nei loro confronti, di fare ricorso considerando che non c’erano prove certe riguardanti l’indebolimento della vista dell’uomo, ma non è stato accettato.
Purtroppo, a condannare la coppia, che si era già scusata in precedenza, sono state l’intervento chirurgico subito dall’uomo insieme alle lesioni psicologiche e fisiche riportate. Il padre e la figlia dovranno versare all’uomo la somma di 10 mila Euro come risarcimento, in base a quanto riportato da Repubblica, più una multa del valore di 516€ a testa e anche ulteriori spese dovute al processo.