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Torino

Collegno: dopo la sentenza di assoluzione, Alex Pompa torna a sorridere

Dopo la sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste, Alex Pompa è a casa con suo fratello Loris e mamma Maria e sta lentamente cercando di riprendersi in mano le redini della sua vita.

Cronaca
Pubblicato il 1 dicembre 2021, alle ore 16:48

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Collegno: dopo la sentenza di assoluzione, Alex Pompa torna a sorridere

Il 20enne Alex Pompa, quando ha ascoltato la sentenza di assoluzione dall’accusa di omicidio volontario del padre, pronunciata dalla prima sezione della Corte di Assise del Tribunale di Torino, si è limitato a ringraziare tutti, ancora teso per il processo, dicendo: “E’ tutto così strano, non ho ancora avuto tempo di metabolizzare. Voglio solo andare a casa, è stata una giornata intensa e pesante”.

Ora che è trascorsa una settimana dall’assoluzione, Alex sorride, a casa insieme alla madre e a suo fratello, mentre cerca di riprendere in mano le redini della sua vita, accanto alle persone che ama e che lo hanno sempre supportato. A difenderlo a spada tratta, il fratello Loris, che ai microfoni dei giornalisti ha dichiarato: “Ci ha difesi da papà. È solo grazie a lui che siamo vivi”.

Cosa è accaduto il 30 aprile 2020

Il 30 aprile 2020 Giuseppe Pompa è stato ucciso da suo figlio Alex.Un omicidio, quello di Collegno, nato in un ambito familiare molto particolare, con un uomo violento e iroso in casa, che si scagliava contro la madre e i due figli per un nonnulla. Alex, quella sera, inferse 34 fendenti con 6 coltelli da cucina diversi al padre, Giuseppe Pompa, operaio di 52 anni che già diverse volte aveva alzato le mani sulla madre e il fratello.

Il pm Alessandro Aghemo durante il processo, si era detto costretto chiedere la condanna a 14 anni di carcere, parlando di omicidio volontario,p rché in quel frangente secondo lui “non c’era una vera situazione di pericolo”. L’avvocato del 20enne, Claudio Strata, ha respinto l’accusa parlando di chiara legittima difesa, sottolineando che nel 2018 il fratello Loris Pompa scrisse un messaggio in cui sosteneva che il padre “prima o poi ci ammazza tutti”.

La vita di Alex Pompa dopo l’assoluzione

La mamma di Alex, Maria Cotoia, dopo l’assoluzione ha dichiarato: “Erano anni, anni che dovevamo subire tutte tutto e forse adesso potremo ricominciare a vivere”. A Fanpage.it il fratello Loris ha raccontato che stanno iniziando a vivere e a fare tutte quelle cose normali che per loro normali non lo sono mai state per l’inferno che hanno vissuto. 

Hanno sempre e solo chiesto una vita normale. Adesso per Alex e la sua famiglia è il momento delle lunghe passeggiate, dei giri in centro, di preparare il Natale in casa, di provare a guardare a un futuro nuovo, migliore. L’opinione pubblica, infondo, è sempre stata dalla parte di Alex. Convinto dell’ innocenza del 20enne, un imprenditore edile del Trevigiano, Paolo Fassa, 80 anni, che si è impegnato a sostenere le sue spese legali. 

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Alex, sua madre e suo fratello hanno tutto il diritto di ricominciare a vivere, partendo proprio dalla quotidianità che non hanno mai potuto trascorrere serenamente. Mi auguro con tutto il cuore che questo ragazzo di 20 anni possa, da oggi in poi, solo ridere a crepapelle e avere un futuro roseo. Se lo merita davvero!

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