La sera di lunedì 16 giugno, in un bar del centro di Pordenone, una tranquilla uscita tra amici ha rischiato di trasformarsi in un acceso confronto fisico. Tutto è nato da un’ordinazione apparentemente innocua: un cliente, appartenente a una comitiva di sette persone, ha chiesto un Negroni, uno dei più iconici cocktail italiani.
Una semplice richiesta, che però ha urtato la sensibilità di alcuni ragazzi stranieri seduti poco distanti, i quali hanno ritenuto il nome della bevanda “razzista e offensivo”. La tensione è salita rapidamente. Le due comitive hanno cominciato a scambiarsi parole sempre più pesanti, alimentando un clima di ostilità che ha portato quasi allo scontro fisico. Solo l’intervento della barista e di alcuni presenti ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.
Un episodio che, al di là della cronaca, apre una riflessione più ampia sul clima culturale attuale e sul rischio che incomprensioni linguistiche o ideologiche possano degenerare in momenti di forte tensione. Il Negroni e le sue origini: nessuna connotazione offensiva.
Per chiarire ogni possibile equivoco, è utile ricordare che il Negroni prende il nome da Camillo Negroni, conte fiorentino vissuto tra Otto e Novecento, che tra il 1919 e il 1920 era solito ordinare un Americano “corretto” con gin, dando origine al cocktail che ancora oggi porta il suo nome. La storia del drink è ben documentata e non ha alcun legame con riferimenti razziali.
Al contrario, è parte integrante della tradizione italiana nella mixology ed è considerato un’eccellenza del nostro patrimonio gastronomico e culturale. In questo contesto, l’equivoco nasce probabilmente da un’interpretazione letterale e decontestualizzata del nome. La parola “Negroni”, infatti, nel nostro Paese è esclusivamente un cognome, che in questo caso identifica l’inventore della ricetta. L’attribuzione di significati offensivi al nome del cocktail riflette un atteggiamento che, in alcuni casi, si spinge oltre la necessaria attenzione al linguaggio inclusivo, sfociando in uno zelo che può portare a fraintendimenti e tensioni evitabili.