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Chieti, operaio FCA obbligato a urinarsi addosso e lavorare per un’ora con i pantaloni bagnati: risarcito

Un operaio del gruppo FCA è stato costretto ad urinarsi nei pantaloni perché gli è stata rifiutata la possibilità di andare in bagno. Inoltre ha dovuto terminare il turno di lavoro con i pantaloni bagnati.

Cronaca
Pubblicato il 24 settembre 2019, alle ore 23:47

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Chieti, operaio FCA obbligato a urinarsi addosso e lavorare per un’ora con i pantaloni bagnati: risarcito

La sentenza è arrivata oggi, dopo due anni dal fatidico episodio, nel mese di febbraio del 2017, nel quale un operaio dopo ripetute richieste respinte di poter andare in bagno fu costretto ad urinarsi addosso e lavorare per ore con i pantaloni bagnati. L’episodio è accaduto nella più grande fabbrica di assemblaggio del gruppo FCA, dedicata alla produzione di veicoli commerciali leggeri, quella di Sevel di Atessa, in provincia di Chieti. 

L’uomo lavorava come operaio già da oltre dieci anni e, dopo i ripetuti “no” dei suoi superiori, fu costretto a “farsi la pipì” nei pantaloni e lavorare per più di un’ora in quelle condizioni. Si tratta di un diritto fisiologico negato e le parole del dipendente sono state: “Mi sento umiliato. Ho insistito parecchio, per oltre mezz’ora. Ho chiamato, cercato di farmi ascoltare. Invano”.

Costretto a farsi la pipì addosso sul posto di lavoro: arriva il risarcimento

La sentenza è stata confermata nelle ultime ore dal tribunale di Lanciano che ha accolto il ricorso dell’operaio. L’accusa nei confronti del datore di lavoro è quello di aver letteralmente umiliato il dipendente in quanto imbarazzato dall’essere visto dai colleghi con i pantaloni bagnati

Il risarcimento che FCA dovrà effettuare è pari a 5 mila euro più tutte le spese per il processo, che dunque sono a carico dell’azienda. Inizialmente, la cifra richiesta era più alta, ma è stata in parte negata in quanto il danno è stato solo morale, ma non biologico. 

Riporta l’USB Abruzzo che queste sono vicende che non dovrebbero essere neanche lontanamente pensate come potenzialmente veritiere, ma a quanto pare, nel 2019 (all’epoca 2017), esistono ancora condizioni di lavoro che mettono a repentaglio i diritti dei lavoratori. I colleghi dell’operaio leso hanno testimoniato contro il proprio datore di lavoro e alcune dichiarazioni sono scioccanti: “Non riuscì ad arrivare in bagno, si urinò nei pantaloni. Ricordo che dopo esservi stato, tornò a lavorare con i pantaloni bagnati nella zona dell’inguine”. 

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Mentre scrivevo questa notizia ho provato ad immaginare come quell’operaio possa essersi sentito distrutto dal punto di vista dell'orgoglio in quell'ora che è stato costretto a lavorare in quelle condizioni. Cose che neanche nel terzo mondo, per un misero stipendio. Cinquemila euro sono anche fin troppo pochi: psicologicamente sarà distrutto.

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