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Chiede le distanze di sicurezza per il figlio immunodepresso: aggredita in spiaggia da due turiste

In spiaggia con il figlio reduce di trapianto, viene aggredita da due turiste che non hanno voluto rispettare il metro di distanza: "il Covid non esiste. Se suo figlio è malato, se lo tenga chiuso in casa".

Cronaca
Pubblicato il 6 agosto 2020, alle ore 09:13

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Chiede le distanze di sicurezza per il figlio immunodepresso: aggredita in spiaggia da due turiste

Una storia che ha lasciato in molti esterrefatti quella che viene dalla costa apuana, in Toscana, dove una madre e il proprio figlio reduce da un trapianto sono stati aggrediti verbalmente da due turiste che non hanno voluto mantenere la distanza di sicurezza prevista dai decreti per prevenire il diffondersi del COVID-19. 

La vicenda è stata raccontata dalla donna a Il Tirreno, dove con coraggio ha descritto la malattia del figlio, le ore trascorse in ospedale ed i sacrifici che come famiglia hanno dovuto fare per proteggere la salute del bambino. Una storia, la loro, che ha trovato molto sostegno da parte della comunità locale, che dopo aver saputo l’accaduto si è subito mossa con parole di appoggio e di scuse per quanto avvenuto nel territorio.

Chiede distanza e viene aggredita

Non ho paura di raccontare la malattia di mio figlio” afferma la madre coraggiosa che ha dovuto subire un’aggressione verbale per aver chiesto di mantenere le distanze di sicurezza in spiaggia visti i problemi di salute del figlio. “Oggi però, ho paura della gente” conclude. 

Da anni il bambino è malato di Tbm (sindrome di Williams-Campbell), che così come descrive la madre, parte dalla trachea per poi colpire anche i bronchi e, se non curata, può portare alla morte. Almeno tredici le ore trascorse in sala operatoria, due anni tra casa ed ospedale ed altri interminabili giorni passati ad aspettare in rianimazione al termine del trapianto di trachea subito dal bambino. Ora però, hanno qualche settimana libera da poter trascorrere in spiaggia prima di ritornare in ospedale il 17 agosto, forse per un altro intervento.

In questa vacanza meritata, questa famiglia ha dovuto però subire la peggiore delle aggressioni da parte di due turiste che, giunte nella stessa spiaggia alla ricerca di ombra dove potersi riparare, si sono avvicinate tanto alla postazione della donna, da riuscire a toccare i piedi del figlio. Non appena la madre ha chiesto di potersi allontanare per mantenere le distanze di sicurezza visti i problemi di salute del bambino, le due turiste hanno iniziato ad urlare e rispondere in malo modo alla donna: “il Covid non esiste! Se tuo figlio è malato, se lo tenga chiuso in casa oppure si sposti lei“, parole che hanno mandato la donna su tutte le furie nonostante la sua natura calma e tranquilla, soprattutto in presenza del piccolo.

Una scena che ha lasciato senza parole in molti, compresi i bagnanti presenti, che si sono subito mossi per aiutare la madre ed il bambino di fronte a quell’aggressione inaudita. Grazie al loro intervento infatti, le due turiste sono state cacciate dalla spiaggia, e sono ritornate a piedi presso i loro alloggi.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Questo è quello che accade quando persone di un certo spessore si sentono libere di esprimere i propri pensieri senza rendersi conto del peso che queste parole hanno. Nessuno sta negando la libertà del prossimo, ma si stanno prendendo delle precauzioni per evitare che altre persone muoiano. Non possiamo aspettare che un nostro parente perda la vita per aprire gli occhi e renderci conto della gravità della situazione.

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