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Centro accoglienza migranti in mano alla ‘Ndrangheta

Smantellata la cosca "Arena", all'Isola Capo Rizzuto che, oltre al centro accoglienza, controllava i territori di Catanzaro e Crotone. Nell'operazione "Jonny", sono stati impiegati 500 agenti.

Cronaca
Pubblicato il 15 maggio 2017, alle ore 12:54

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Centro accoglienza migranti in mano alla ‘Ndrangheta

Un blitz in collaborazione tra Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, ha smantellato la cosca “Arena” di Isola Capo Rizzuto: 68 persone sono state fermate su disposizione dalla Dda di Catanzaro.

Le 68 persone sono accusate di associazione mafiosa, di estorsione, di porto e detenzione illegale di armi, d’intestazione fittizia di beni, di malversazione ai danni dello Stato, di truffa aggravata, di frode in pubbliche forniture, a cui si aggiungono altri reati fiscali legati e aggravati dall’attività mafiosa.

Durante l’operazione, è stato effettuato un sequestro di beni milionario. L’operazione, che ha preso il nome di “Jonny”, è stata portata avanti da più di 500 agenti. Hanno partecipato la Polizia di Stato (con le squadre mobili delle questure di Catanzaro e Crotone), i Carabinieri del Ros e del Reparto operativo, nucleo investigativo di Catanzaro, i finanzieri del Nucleo della polizia tributaria e della Compagnia di Crotone, con il contributo dei rispettivi uffici e dei comandi centrali.

I provvedimentim che il procuratore capo Nicola Gratteri aveva disposto dalla Direzione distrettuale antimafia, sono finalmente giunti a conclusione. Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto che, a detta degli investigatori, hanno reso possibile lo smantellamento della storica e molto potente cosca che faceva capo alla famiglia “Arena”, punto di riferimento dei traffici illeciti nelle due provincie catanzarese e crotonese.

La cosca “Arena”, a scopo di lucro, controllava la gestione del centro di accoglienza per migranti situato all’Isola Capo Rizzuto (Crotone). Questi i risultati dell’inchiesta: la cosca, oltre a tutte le tradizionali dinamiche criminali riguardanti le estorsioni che avvenivano in maniera capillare su tutto il territorio di Catanzaro e di Crotone, ultimamente controllava il centro di accoglienza.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La storia che si scrive oggi, riguardante queste 68 persone fermate, arriva dal passato. Mentalità, modi di dire e di fare, comandi, giustizia, obblighi "morali": tutto, dal loro punto di vista, certo, passa per il sangue, ed è difficile che se ne possano staccare. Perché questa è la cosa giusta, quella che si deve fare. Questa è la "loro" legge, non quella del Paese in cui abitano. Non giustifico, cerco di capire. Solo, mi auguro possano aprire gli occhi e il cuore...agli altri.

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