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Cassino, omicidio del piccolo Gabriel: fermato anche il padre; "la madre non ha agito da sola"

Dopo un lungo interrogatorio è stato fermato anche il padre del piccolo Gabriel, accusato di omicidio insieme alla donna. L'uomo nei giorni scorsi aveva affermato: "Se fossi stato presente avrei evitato che accadesse".

Cronaca
Pubblicato il 20 aprile 2019, alle ore 11:42

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Cassino, omicidio del piccolo Gabriel: fermato anche il padre; "la madre non ha agito da sola"

Continuano le indagini per scoprire la verità sulla morte del piccolo Gabriel, il bambino di soli tre anni che mercoledì scorso è stato portato in pronto soccorso a Cassino, in provincia di Frosinone, già privo di vita. Mentre inizialmente le attenzioni sono state rivolte unicamente alla madre, che al termine di un interrogatorio ha confessato di aver soffocato il figlio, nella notte tra venerdì e sabato è stato fermato anche il padre del piccolo, ed accusato anch’egli di omicidio.

Il giallo sulla morte di Gabriel Feroleto sembra essere quasi al termine. Da mercoledì scorso, 17 aprile, quando il piccolo è stato trovato privo di vita, ad oggi, sono state molte le versioni raccontate dalla madre 28enne Donatella Di Bona, l’unica che apparentemente sembrava essere insieme al piccolo durante la sua morte, ma dall’ultimo interrogatorio fatto al padre Nicola Foreleto, gli inquirenti sono certi che la donna non abbia agito da sola e che in quel momento con lei ci fosse anche il 48enne.

Il padre di Gabriel: “Se fossi stato presente lo avrei impedito”

Sono passate solo poche ore dalle parole di Nicola Feroleto, il padre del piccolo Gabriel, in cui affermava che se solo fosse stato presente in quel tragico momento, avrebbe potuto evitare che accadesse il peggio. Quelle che risuonavano come parole piene di tristezza, oggi hanno un significato totalmente differente poichè dopo numerose ore di interrogatorio, il 48enne è stato arrestato con l’accusa di omicidio.

Gli inquirenti che si stanno occupando del caso, affermano di essere certi che mamma Donatella non abbia agito da sola quel mercoledì pomeriggio, e sono abbastanza convinti che insieme a lei ci fosse stato proprio il 48enne padre del bambino.

Nella prima versione raccontata da Di Bona, Gabriel era stato investito da una macchina pirata, per poi in preda all’ansia modificare quanto detto affermando di averlo investito accidentalmente lei facendo retromarcia, e poi cambiare nuovamente la versione dando la colpa al padre Nicola, che avrebbe investito lui stesso Gabriel con l’automobile. Solo in un interrogatorio successivo avrebbe confessato di aver strangolato il figlioletto poichè piangeva disperato volendo tornando dalla nonna materna.

Le indagini sono ancora in corso, l’unica cosa certa è che sul corpo del piccolo non sono stati trovati segni che possano ricondurre la sua morte ad un incidente automobilistico, né nella zona sono stati registrati incidenti.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Un giallo che sembra davvero avere i tempi contati. Grazie al grande e duro lavoro delle nostre forze dell'ordine, sono fiduciosa che la verità sia ormai alle porte. Mentre inizialmente sembrava di avere di fronte una madre innocente, ecco che scopriamo la colpevolezza non solo della donna, ma anche del padre del bambino.

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