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Caso Yara Gambirasio: L’assassino è ancora libero, appello dei genitori

Il 26 febbraio del 2011, viene trovato il corpo senza vita della giovane Yara Gambirasio. La ragazza aveva solo tredici anni e fu uccisa a Brembate. Oggi il caso rischia di andare in archiviazione

Cronaca
Pubblicato il 25 febbraio 2014, alle ore 11:13

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Caso Yara Gambirasio: L’assassino è ancora libero, appello dei genitori

E’ dal 26 febbraio del 2011 che si cerca l’assassino di Yara Gambirasio, tante piste ma nessuna certezza. Purtroppo, oggi, il caso rischia di essere archiviato con immenso dispiacere dei genitori che non hanno avuto giustizia per la morte della loro giovane figlia. Nelle mani degli investigatori c’è un DNA, un profilo genetico che purtroppo non porta a una persona certa, infatti per tre anni si è cercato invano tra gli abitanti di Brembate e dei paesi limitrofi.

A questo punto, senza nessuna altra prova, il caso rischia l’archiviazione. Dall’altra parte ci sono due genitori disperati che non hanno avuto giustizia per la morte di una figlia di appena tredici anni. La giovane era una promessa della ginnastica atletica, frequentava la palestra di Brembate. Il corpo senza vita fu trovata dopo tre mesi, oramai era solo pelle e ossa. Dalle indagini risulta che la povera vittima non è morta a causa di un colpo mortale ma pare che sia morta lentamente, forse dissanguata, forse per il freddo che in quelle notti era particolarmente intenso. Il suo aguzzino non si è mosso a pietà e l’ha lasciata al buoi e al freddo.

Le forze di polizia utilizzarono anche le forze cinofile. I cani molecolari vengono addestrati a fiutare anche la più piccola traccia di una persona scomparsa, ma non  riuscirono a trovare  piste che potessero portare all’assassino. Come ben sappiamo, le indagini portarono all’arresto di un marocchino che sembra non avere nulla a che fare con l’assassinio della piccola Yara. Molti interrogativi rimangono aperti ma si è cercato di fare il possibile per trovare il responsabile, purtroppo senza esito. Oggi i genitori della piccola ginnasta chiedono alle autorità di non chiudere il caso. Nessuno potrà restituire una bambina ai suoi genitori ma quella povera mamma e quel papà hanno il diritto di poter sapere chi con tanta efferatezza abbia tolto la vita alla loro bambina.

Il Questore di Bergamo, comunque, dice che il reato di omicidio non va mai in prescrizione, quindi se dovessero esserci dei nuovi elementi, il caso verrebbe riaperto. In questo momento, per forza di cose, il caso dovrà essere chiuso, purtroppo non c’è nulla di rilevante per poter lasciare aperte le indagini. 

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