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Roma

Caso Vannini: potrebbe non essere stato Antonio Ciontoli ad uccidere Marco. Le Iene intervistano un supertestimone

Una testimonianza esclusiva rilasciata al programma televisivo "Le Iene" apre un nuova pista nel caso di Marco Vannini, il giovane ucciso a casa della fidanzata.

Cronaca
Pubblicato il 5 maggio 2019, alle ore 18:52

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Caso Vannini: potrebbe non essere stato Antonio Ciontoli ad uccidere Marco. Le Iene intervistano un supertestimone

A “Le Iene”, Davide Vannicola racconta una telefonata fra Roberto Izzo ed Antonio Ciontoli che potrebbe gettare nuovi risvolti sul caso. La ricostruzione della morte di Marco Vannini, secondo la quale il ragazzo sarebbe morto a seguito di un proiettile partito accidentalmente dalla pistola di Antonio Ciontoli, padre della sua fidanzata, potrebbe essere messo in discussione da una nuova, importante rivelazione.

La trasmissione di Italia Uno “Le Iene” ha infatti raccolto una fondamentale testimonianza che potrebbe cambiare definitivamente i profili di questo intricato caso giudiziario. Spunta un supertestimone, Davide Vannicola, amico dell’ex comandante dei carabinieri di Ladispoli Roberto Izzo, che si era recato nel suo negozio per sfogarsi sull’accaduto.

A quanto sostiene Vannicola, Izzo gli avrebbe confidato di aver combinato qualcosa che non lo faceva stare sereno con la sua coscienza perchè era morto un ragazzo e quel ragazzo era proprio Marco Vannini. Izzo continua raccontando all’amico Vannicola che la sera dello sparo a Marco, Ciontoli lo contatta dicendogli che “hanno combinato un grosso guaio” e gli chiedeva aiuto per aggiustare la situazione. Izzo a quel punto consigliava a Ciontoli di addossarsi la colpa perchè lui essendo dei servizi segreti non avrebbe avuto troppe rogne mentre il figlio era ancora giovane e quindi la sua vita sarebbe stata rovinata per sempre.

Una testimonianza che qualora confermata ribalterebbe tutto l’impianto accusatorio della vicenda. Tale telefonata tra Ciontoli ed Izzo sarebbe intercorsa prima che la famiglia Ciontoli contattasse l’ambulanza. Quei minuti di telefonata avrebbero potuto fare la differenza e probabilmente Marco Vannini si sarebbe potuto salvare.

Questa chiamata però non risulta agli atti mentre è stata registrata la telefonata avvenuta quando i Ciontoli si trovavano già all’ospedale dopo che il povero Marco era stato trasportato ormai quasi esanime. Una supertestimonianza che potrebbe capovolgere totalmente sia la ricostruzione della dinamica dei fatti, sia la condanna a 5 anni inflitta ad Antonio Ciontoli.

Forse un processo tutto da rifare ed un nuovo colpevole. Durante la puntata verrà trasmetta l’intera intervista a Davide Vannicola nella quale verranno chiariti parecchi aspetti della vicenda che ha visto come unica vittima il povero Marco Vannini di  appena 20 anni.

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