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Milano

Caso Genovese, la ragazza violentata: "Stanno provando a screditarmi"

La diciottenne che ha denunciato l'imprenditore napoletano presa di mira con mille accuse: "È un incubo. Non sono mai stata una escort. Non ho mai estorto denaro a nessuno". Ma certe dichiarazioni gettano un'ombra sulla vicenda

Cronaca
Pubblicato il 21 gennaio 2021, alle ore 18:08

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Caso Genovese, la ragazza violentata: "Stanno provando a screditarmi"

Non c’è pace per la ragazza diciottenne violentata dall’imprenditore Alberto Genovese nel suo un attico di lusso a Milano durante una festa, perché se da una parte c’è chi la difende, dall’altra parte c’è chi l’accusa di essere una escort e di essersi recata in quella casa non certo per una seduta di preghiera.

Lei si difende, dice di non essere una escort, ma la rete non perdona e gli attacchi contro di lei si sprecano. Perché è andata a quella festa quando sapeva benissimo che quell’appartamento era un covo di drogati e una bolgia di ragazze che si prostituivano in cambio di soldi e regali? È questo ciò che si chiedono i detrattori.

La psicologa che sta aiutando la ragazza a superare questo brutto momento le dice di stare alla larga dai media, ma non c’è nulla da fare: le sue amiche leggono, ascoltano e riportano tutto, riaprendo ferite non ancora marginate. E così si è saputo che Daniele Leali, amico di Genovese, durante il programma Non è l’Arena, ha raccontato che la ragazza, quando aveva 17 anni, si prostituiva con facoltosi imprenditori estorcendo denaro e perfino una carta di credito. Poi è apparsa Giulia Napolitano, una modella siciliana che, sempre a Non è l’Arena, ha raccontato di aver incontrato la ragazza nell’estate 2018, durante una festa in Sardegna, e di averla vista appartarsi con un uomo. Racconti che gettano un’ombra sulla giovane vittima di Genovese. 

L’avvocato Liguori ha querelato tutti per diffamazione, ma in questa vicenda ci sono ancora troppi lati oscuri. Come la cena a cui la ragazza avrebbe partecipato a Milano in compagnia di alcuni amici di Genovese, pochi giorni dopo lo stupro e senza avvisare il suo legale. Oppure le dichiarazioni della stessa Napolitano, secondo cui a quelle feste c’erano un sacco di ragazze che facevano a gara per parteciparvi. E non certo per la musica o per fare amicizia, ma per denaro e droga gratis. Senza dimenticare che lo stesso Genovese ha dichiarato di avere avuto con la ragazza un primo rapporto sessuale consenziente, poi lei avrebbe chiesto 3000 euro e al suo rifiuto sarebbe scattata la vendetta.

La ragazza però non ci sta e replica: “Non avevo alcuna volontà di stare con lui. Io e l’amica con la quale ero andata alla festa a Terrazza sentimento volevamo andare via subito. Lui ci stava addosso insistente, ci dava fastidio. Poi sono stata drogata da Genovese e mi sono trovata in camera da letto. Se avessi voluto soldi, non sarei andata via lasciando lì tutto, vestiti compresi, e non avrei fermato la polizia per strada”. Una versione che però non convince i suoi critici.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Di Napoli

Mario Di Napoli - Non entro in merito a questa vicenda. Saranno gli inquirenti ad appurare la verità. Ma da quanto si è capito, molte ragazze andavano in quell'attico proprio per prostituirsi in cambio di soldi, regali, gioielli, droga. Chi accettava l'invito di Genovese sapeva benissimo cosa avrebbe avuto e cosa avrebbe dovuto dare in cambio. Quelle ragazze sembra proprio che non fossero delle ingenue santarelle. Il resto lasciamolo scoprire agli investigatori.

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Commenti
Rossella Martielli
Rossella Martielli

08 febbraio 2021 - 21:03:29

Ma ci rendiamo conto?? Colpevolizzare le vittime???

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