Che il caso Garlasco fornisca ormai ogni giorno delle sorprese pare essere fuori ombra di dubbio. Si tratta di uno dei delitti più efferati che siano mai accaduti nel nostro Paese e sul quale recentemente sono tornati ad indagare gli inquirenti. Dopo 18 anni dal delitto si fa sempre più complessa la situazione dell’attuale indagato Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, la ragazza appunto a cui è stata tolta la vita nel 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco (Pavia). Ricordiamo che per il delitto è stato condannato a 16 anni di reclusione l’allora fidanzato di Chiara, Alberto Stasi. La nuova indagine per il delitto della povera Chiara mira a chiarire una volta per tutte, si spera, come siano andati i fatti e verificare anche qui la posizione di Sempio.
Sempio è stato già assolto in due procedimenti per il delitto, sia nel 2007 epoca dei fatti e nel 2017. Ed è proprio adesso presso la Procura di Brescia che si sta tentando di fare chiarezza su un altro punto cruciale: ovvero le circa 48 ore di telefonate che sarebbero intercorse tra l’attuale indagato Sempio e gli inquirenti. Ricordiamo che la Procura di Brescia è la stessa dove è indagato per corruzione in atti giudiziari l’ex procuratore della Procura di Pavia, Mario Venditti, che all’epoca seguì il caso e che si sarebbe reso protagonista appunto di un atto corruttivo con il padre di Andrea, Giuseppe Sempio. Molto probabilmente, pensano gli investigatori, per far presto e archiviare la posizione di Andrea. E i fari della procura bresciana adesso sono puntati su 48 ore di telefonate ritenute “anomale” tra Andrea e gli inquirenti.
Le telefonate e le indagini della Procura
Da quanto riportato in queste ore dai colleghi del Corriere della Sera, tali contatti “anomali” tra Andrea e gli inquirenti risalirebbero in date comprese tra il 21 e 22 gennaio 2017, circa una decina di giorni prima dell’assoluzione di Andrea. La Procura di Brescia non esclude che tra le parti ci possa essere stata una sorta di “trattativa”. Protagonista inoltre delle chiamate è Silvio Sapone, allora luogotenente dei Carabinieri ed ex capo della squadra di polizia giudiziaria di Pavia.
Sapone è stato interrogato dagli inquirenti ma ha detto di “non ricordare” per quale motivo ci furono quelle chiamate con Andrea Sempio. I fatti comuque ricostruiti sono questi, il tutto grazie all’analisi dei tabulati telefonici. Alle 10.31 e alle 10:32 dalla Procura di Pavia partono due chiamate senza risposta all’indirizzo di Andrea Sempio, alle 10:33 il luogotenente Sapone prova a richiamare Sempio dal suo cellulare privato, anche qui chiamata senza risposta. Alle 10:35 parte un’altra chiamata dal fisso, mentre poi ne arriva un’altra da Sapone. Alle 10:54 e alle 10:58 partono due altre chiamate dalla Procura, anche qui telefonate senza risposta.
Bisogna aspettare le 11:49 quando Andrea Sempio riceve una chiamata dal suo legale Massimo Lovati (ad oggi non lo è più) a cui poco dopo ricostruisce il CorSera ne segue un’altra. Alle 12.46 arriva l’ultimo tentativo di contatto da parte di Sapone, ancora senza risposta. Alle 17:25 lo stesso Sempio parla con il suo legale Federico Soldani e la chiamata dura circa 2 minuti, poi c’è quell che viene definita centrale e la più importante. Subito dopo aver parlato con Soldani, Sempio chiama Sapone con cui rimane 5 minuti al telefono: proprio in questa chiamata definita appunto cruciale dagli investigarori i due si sarebbero detti qualcosa. Il contenuto non è stato ancora reso noto. Ci sono poi altre chiamate come alle 17:37 quando Sempio richiama Soldani e i due parlano qui per 4 minuti, alle 17:43 Andrea lo ricontatta. Quando riaggancia dopo due minuti l’indagato richiama il luogotenente Sapone sul telefonino privato per un totale di 52 secondi di conversazione.
Cosa non torna per la Procura
Per quanto ancora le indagini proseguano nel più stretto riserbo da parte della stessa Procura bresciana per i presunti episodi corruttivi, e di quella di Pavia per quanto riguarda il delitto di Chiara, gli inquirenti ritengono appunto “anomale” le chiamate effettuate allora tra la Procura, Sempio (indagato) e il luogotenente Sapone.
Da quanto si apprende queste telefonate avrebbero un peso molto particolare nel fascicolo che vede l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti indagato per sospetta corruzione. Ricordiamo che lo stesso è sospettato di aver ricevuto dalla famiglia di Sempio circa 20-30mila euro, accuse respinte dallo stesso ex procuratore. Secondo quano riferisce questa settimana il settimanale Giallo la scorsa settimana lo stesso Sapone è stato perquisito la scorsa settimana e interrogato per ore.
Giallo riferisce che fu lui a non trascrivere alcune frasi dette da Sempio e intercettate e quindi mai messe a verbale. Sotto osservazione da parte degli inquirenti ci sarebbe anche l’altro carabiniere Giuseppe Spoto. E proprio mentre l’abitazioe di Sapone veniva perquisita dagli inquirenti veniva sentita dai magistrati l’ex collega pm di Venditti, Giulia Pizzino, la quale assieme a Venditti firmò l’archiviazione su Andrea Sempio nel 2017. Pizzino attualmente si è dimessa dalla magistratura. In Procura stanno cercando di capire adesso come siano andati davvero i fatti, una storia, quella del delitto Poggi, che sicuramente ci riserverà tante altre “sorprese”. Gli indagati, lo ricordiamo, sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva.