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Roma

Caso Emanuela Orlandi: tombe vuote nel cimitero Teutonico

Le operazioni di verifica delle tombe in cui, secondo una voce "non anonima", sarebbe stata sepolta Emanuela sono terminate con esito negativo. Pietro, fratello di Emanuela: “Credo che si dovrà andare avanti".

Cronaca
Pubblicato il 11 luglio 2019, alle ore 15:15

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Caso Emanuela Orlandi: tombe vuote nel cimitero Teutonico

Le ricerche hanno dato esito negativo: non è stato trovato alcun reperto umano né urne funerarie”, è questo l’esito, riferito da Alessandro Gisotti, direttore della sala stampa vaticana a conclusione delle operazioni sul caso Orlandi, al campo santo Teutonico. Erano le 11.15 di questa mattina, 11 luglio 2019.

Nessuno si aspettava di trovare due tombe vuote, tanto meno il fratello di Emanuela, Pietro, il quale ha dichiarato di non fermarsi e di continuare a cercare la verità sperando “in una collaborazione onesta“.

Le tombe vuote

Le due tombe aperte, quella della Principessa Sophie von Hohenlohe e quella della Principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo, sono state trovate vuote, informati immediatamente anche i familiari delle due principesse. Sotto la prima tomba-sarcofago è stato scoperto un sotterraneo  di circa 4 metri per 3,70 – vuoto. Lo ha riferito Gisotti, ma anche Laura Sgrò e Giorgio Portera, perito di parte che afferma: “pare si tratti di un ambiente abbastanza recente e di certo incompatibile con una sepoltura dell’Ottocento. Questo è un dato oggettivo“. 

Secondo Portera, resta da chiarire se esiste qualche documentoche ci dica se lì c’era un corpo o se si trattava di una sepoltura in ricordo della principessa”. Qualora esistesse un documento in Vaticano capace di spiegare se vi fossero dei corpi in quei sepolcri, sarebbe doveroso condividerlo con la famiglia Orlandi. “Senza le bare resta difficile dire se qualcosa sia stato traslato” ha dichiarato Portera. 

Gli accertamenti sono stati eseguiti in collaborazione tra il personale della Fabbrica di San Pietro e il professor Giovanni Arcudi con il suo staff, erano presenti il perito di fiducia nominato dal legale della famiglia Orlandi, lo stesso avvocato, Laura Sgrò, e Pietro, il fratello di Emanuela. L’operazione è stata seguita da Gian Piero Milano, Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, da Alessandro Diddi – suo collaboratore -, e da Domenico Giani, Comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana. 

Pietro – deluso – ha affermato che le segnalazioni avute in merito alla possibile sepoltura di Emanuela nella Tomba dell’Angelo “non erano anonime” e che andrà avanti. Dello stesso parere è l’avvocato di famiglia Sgrò perchè il caso di Emanuela non riguarda solo una famiglia, ma tutti gli italiani. Con una punta di amarezza, mentre usciva dal Cimitero Teutonico, l’avvocato ha aggiunto: “Chi tace è complice, chi sa, adesso deve parlare“.

La Santa Sede, ribadisce Gisotti, è sempre stata attenta e vicina alla Famiglia Orlandi, particolarmente alla mamma. E’ stata dimostrata attenzione anche nell’accogliere la richiesta specifica della famiglia di fare verifiche nel campo santo Teutonico.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che il dubbio, l'ansia, la sofferenza, l'incredulità, il bisogno di giustizia, di verità, siano sentimenti normali per una famiglia che non vede tornare a casa la propria figlia. Smettere di lottare significa lasciarla morire anche nel proprio cuore. Rassegnazione è una parola troppo difficile per il cuore e troppo lontana dalla mente.

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