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Primo caso di ebola negli USA

Gli Stati Uniti confermano il primo caso di ebola in America; il paziente è stato ora ricoverato e messo in quarantena. Il volo su cui era, prima di raggiungere Dallas, è passato per Bruxelles ma gli esperti rassicurano: "nessun altro viaggiatore contagiato"

Cronaca
Pubblicato il 2 ottobre 2014, alle ore 08:58

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Primo caso di ebola negli USA

L’ebola ha ufficialmente varcato i confini dell’America. Il paziente contagiato dal virus si trova attualmente ricoverato all’ospedale di Dallas, in Texas. Le Autorità Sanitarie Nazionali non hanno voluto far trapelare molte informazioni, infatti non si conosce né la nazionalità né il sesso della persona in questione. Una cosa però è certa: il paziente contagiato è arrivato negli Stati Uniti con un volo proveniente dalla Liberia che avrebbe fatto scalo in Europa, precisamente a Bruxelles. Si esclude comunque che un eventuale contagio di altre persone possa essere avvenuto durante il volo o in aeroporto; il direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, Thomas Frieden, ha infatti rassicurato dichiarando che chi ha volato con il paziente non è a rischio, essendo il virus contagioso soltanto quando si manifestano i sintomi e non durante l’incubazione. Nel caso del paziente statunitense, i sintomi si sono presentati solo qualche giorno dopo il suo sbarco. L’Europa può quindi tirare un sospiro di sollievo, per ora.

Per quanto riguarda l’Italia, il Ministro della Salute Lorenzin incita a mantentere la calma, affermando che nel nostro Paese sono attive già da mesi misure di controllo per le navi merci che provengono da Paesi infetti e controlli negli aeroporti. La Lorenzin charisce comunque che il rischio maggiore non sarebbe rappresentato da persone di origine africana infette che potrebbero entrare in Italia, ma da cittadini europei che lavorano come collaboratori sanitari nelle zone fulcro dell’epidemia. Questi ultimi infatti potrebbero facilmente tornare in patria con la malattia.

Il Presidente Barack Obama intanto è stato informato sul caso della persona infetta ricoverata a Dallas e ha espresso la volontà di rintracciare i contatti del paziente per marginare rischi di altri contagi. Sembrerebbe infatti che tale paziente si fosse già recato a quello stesso ospedale il 26 settembre con sintomi febbrili, ma fu rispedito a casa. Il malato nel frattempo sarebbe entrato in contatto con alcuni bambini in età scolastica, nonché con i suoi famigliari. Le persone in questione, ha assicurato il governatore del Texas, sono comunque tuttora monitorate. Le autorità sanitarie puntano quindi a rassicurare la popolazione su di un eventuale contagio di massa ma allo stasso tempo mettono le mani avanti e pubblicano un video dal titolo “Salvare vite, proteggere le persone“. Il video contiene tutte le informazioni per prevenire la trasmissione, in modo che se uno dovesse cominciare a mostrare sintomi tipici dell’ebola, venga immediatamente isolato e curato.

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