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Caserta, Don Mottola confessa di aver abusato di una minore e si dice pentito

Le accuse nel maggio scorso: ora la confessione di Don Michele Mottola. Il parroco ha abusato sessualmente di una ragazzina di 12 anni che frequentava la parrocchia.

Cronaca
Pubblicato il 12 novembre 2019, alle ore 10:24

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Caserta, Don Mottola confessa di aver abusato di una minore e si dice pentito

Mi affido alla giustizia terrena e divina“: questo è quanto ha affermato Don Michele Mottola durante l’interrogatorio in carcere fatto dal gip Santoro, incaricato del caso, che ha ottenuto la piena confessione del parroco sull’accusa di abusi sessuali fatti ad una ragazzina di appena 12 anni che frequentava la parrocchia di Trentola Ducenta, in provincia di Caserta.

Le accuse hanno inizio nel maggio scorso, quando la madre della vittima è venuta a conoscenza delle ripetute molestie che la figlia subiva. Subito è partita la denuncia, e non solo. Nello stesso mese infatti, il sacerdote è stato anche sospeso dai suoi servizi religiosi su decisione del vescovo della diocesi di Aversa e, da quanto fa sapere l’avvocato di Don Mottola, già in questo momento il sacerdote avrebbe confessato i suoi crimini.

Il 9 novembre scorso è avvenuto l’arresto del parroco, incastrato da alcune registrazioni fatte dalla vittima in cui si sentono chiaramente i dialoghi tra l’accusato e la 12enne, in cui sono presenti anche parte delle molestie fatte alla vittima in questione.

Stando alle dichiarazioni pubbliche dell’avvocato Antimo D’Alterio, il sacerdote ha ammesso di aver abusato sessualmente della ragazza, confermando tutte le accuse a suo carico. All’interno del carcere Secondigliano, di fronte al gip, avrebbe anche affermato di essere molto pentito dei suoi gesti, e di aver anche chiesto il perdono alla famiglia della giovane, con la speranza che le sue scuse possano essere accettate.

L’avvocato di Don Mottola, vista la confessione spontanea fatta dal sacerdote e le scuse che l’uomo ha fatto alla famiglia della vittima, chiede che il suo assistito venga scarcerato ed assegnato agli arresti domiciliari, poiché non sussisterebbero più ulteriori elementi per la detenzione carceraria: ancora, però, non è data sapere la decisione del gip riguardo al futuro di Don Michele Mottola.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Ad essere sincera, la cosa che più mi turba in questa sua confessione, è la richiesta di perdono alla famiglia della ragazzina. La 12enne è la vittima in questione, colei la cui infanzia è stata rovinata, eppure il suo carnefice non rivolge una sola parola di perdono alla piccola, ma si rivolge direttamente alla famiglia, come se in fondo quella bambina neanche esistesse o non provasse emozioni. Se una persona è realmente pentita delle proprie azioni, dovrebbe chiedere il perdono alla vittima.

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