Un grave fatto di cronaca ha scosso Caselle Torinese nelle ore notturne, portando all’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorsi sanitari in un’abitazione lungo la provinciale 2, alle porte della cittadina aeroportuale. Una donna di 65 anni, Luciana Cat Berro, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Giovanni Bosco di Torino, dove si trova ricoverata in terapia intensiva in condizioni critiche.
Per l’accaduto è stato fermato il figlio quarantenne, Paolo Ferri, titolare di un’azienda agricola e residente nella stessa proprietà condivisa con la madre. Secondo quanto ricostruito finora, l’episodio si è verificato all’interno dell’abitazione che funge anche da sede dell’attività agricola di famiglia. A lanciare l’allarme, intorno alle tre del mattino, è stato lo stesso uomo, che ha contattato il numero di emergenza chiedendo l’intervento immediato dei soccorsi.
Sul posto sono giunte in pochi minuti diverse pattuglie dei Carabinieri della Compagnia di Venaria e il personale sanitario del 118 di Azienda Zero, che ha prestato le prime cure alla donna prima del trasferimento urgente in ospedale. Le condizioni della sessantacinquenne sono apparse subito molto serie, tanto da rendere necessario il ricovero nel reparto di terapia intensiva. I medici stanno monitorando costantemente il quadro clinico, mentre la comunità locale segue con apprensione l’evolversi della situazione. Il figlio, invece, è stato accompagnato in caserma a Caselle per essere ascoltato dagli investigatori e, al termine degli accertamenti iniziali, trasferito nel penitenziario di Torino a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nella tarda mattinata, una volta conclusi i rilievi tecnici da parte degli specialisti, l’abitazione di via Torino è stata posta sotto sequestro. Le indagini sono ora concentrate sulla ricostruzione puntuale dei fatti e sul contesto familiare in cui si sono sviluppati. Da quanto emerge, da tempo i rapporti tra madre e figlio apparivano deteriorati, con tensioni che si sarebbero accumulate nel corso dei mesi. Dopo la perdita del padre, l’uomo avrebbe attraversato un periodo complesso, segnato da isolamento e difficoltà personali, pur continuando a essere considerato nella zona una persona riservata e dedita al lavoro.
Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda un messaggio audio inviato dal quarantenne a un amico alcune ore prima dell’episodio. Nel file vocale, ora al vaglio degli inquirenti, l’uomo avrebbe raccontato il proprio stato di forte affaticamento emotivo, i rapporti problematici con la madre e la sorella e un generale senso di smarrimento. Parole che, secondo chi indaga, potrebbero aiutare a comprendere il percorso che ha condotto a quanto accaduto e a valutare se vi siano stati segnali premonitori sottovalutati.
Gli investigatori stanno analizzando anche il contesto personale e lavorativo di Ferri, cercando di chiarire se vi fossero situazioni di pressione o difficoltà tali da aver inciso in modo determinante sul suo equilibrio. L’obiettivo è fare piena luce su una vicenda che ha profondamente colpito la comunità di Caselle Torinese, riportando al centro dell’attenzione il tema del disagio familiare e della necessità di intercettare per tempo situazioni di fragilità. In attesa di ulteriori sviluppi giudiziari, resta la preoccupazione per le condizioni della donna ricoverata e l’auspicio che il quadro clinico possa migliorare. Un episodio che lascia interrogativi aperti e che richiama l’importanza del supporto sociale e dell’ascolto, soprattutto nei contesti familiari segnati da difficoltà prolungate.