Un campeggiatore italiano ucciso in una rapina in Turchia

L'uomo è stato ucciso a coltellate, la moglie è invece leggermente ferita. Giorgio Bozzo, 70enne genovese, prendeva parte a missioni umanitarie. La polizia turca ha già arrestato i due colpevoli: uno è un tossicodipendente

Un campeggiatore italiano ucciso in una rapina in Turchia

Un campeggiatore italiano ha trovato la morte mentre era in vacanza in Turchia: l’uomo, Giorgio Bozzo, 70enne originario di Genova, è stato ucciso a colpi di pugnale nella notte di venerdì in Turchia, nei pressi della località di Trebisonda. Con lui era anche la moglie, Rita, ma per fortuna non è grave, è ferita ma le sue condizioni di salute non sono preoccupanti. L’uomo è stato ucciso da due persone che si erano introdotte nel suo camper: l’automezzo era parcheggiato nel piazzale di un ristorante, luogo scelto dal genovese per pernottare. I colpevoli del delitto sono già stati individuati e catturati. Il quotidiano online turco “Bugun” ha scritto del caso parlando di “vergognoso omicidio”. Secondo il quotidiano, il killer, un tossicidipendente, sarebbe entrato dalla finestrina di ventilazione e avrebbe accoltellato i due coniugi per rapinarli. Il tossicodipendente sarebbe un 28enne, Halil K., che si è rotto un piede mentre stava per fuggire.

Bozzo partecipava spesso ad operazioni umanitarie e la sua presenza in Turchia era dovuta ad un’altra di queste spedizioni: infatti il campeggiatore stava partecipando con la moglie ad una missione organizzata dall’associazione “Arance di Natale Onlus”, che aveva lo scopo di portare aiuti umanitari a bambini orfani. Dalle indagini è stato rilevato che la missione era stata conclusa e Bozzo stava per ritornare a casa, insieme ad un gruppo di altri campeggiatori.

Un dirigente dell’associazione ha così commentato la vicenda: “Siamo sconvolti. Bozzo era con noi da tempo, era un punto di riferimento importante. Non possiamo dire di più. Siamo in attesa di notizie”Come era accaduto tante volte in passato, i Bozzo si erano aggregati a un gruppo di altri camperisti ed insieme a loro erano partiti da Genova ai primi di agosto. Partecipare alle missioni era un modo per unire il piacere all’impegno sociale e i Bozzo lo facevano volentieri.

I coniugi Bozzo erano iscritti alla onlus da diversi anni e vivevano in via Buratella, nel quartiere di Borogratti, proprio sulle alture del Levante di Genova. I loro compagni di viaggio lo ricordano come una persona socievole e altruista, a cui piaceva la compagnia e sempre disponibile. La moglie è ancora sconvolta, la scomparsa del marito è stata un colpo per lei.

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