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Caltanissetta, preside vieta i canti natalizi agli alunni su indicazione di un testimone di Geova

Un genitore membro dei testimoni di Geova ha convinto il preside di una scuola ad annullare la recita natalizia per gli alunni dell'istituto. Il deputato leghista Pagano: "È un fatto gravissimo".

Cronaca
Pubblicato il 21 dicembre 2018, alle ore 12:51

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Caltanissetta, preside vieta i canti natalizi agli alunni su indicazione di un testimone di Geova

Nelle scuole italiane c’è sempre più fermento circa la decisione degli insegnanti di non far recitare agli alunni canti natalizi, in nome della laicità dello Stato e del rispetto verso le diversità religiose. È accaduto anche in Sicilia, a Caltanissetta, dove un preside, su indicazione di un genitore testimone di Geova, ha vietato agli studenti di cantare il ritornello tradizionale di Tu scendi dalle stelle.

Gli studenti che volevano partecipare ai canti hanno dovuto così organizzarsi da soli. E, con la partecipazione dei loro genitori, hanno intonato il celebra canto per strada. Con una novena itinerante che ha percorso le vie cittadine per fermarsi davanti a una capanna in cui era rappresentata la Natività.

Il fatto è giunto alle orecchie di politici e amministratori locali, che hanno subito stigmatizzato la scelta di questo divieto. In particolare, il deputato leghista Alessandro Pagano ha detto: “Ho intonato anch’io la famosa e tradizionale canzone italiana di Natale ‘Tu scendi dalle stelle’ per dimostrare la mia vicinanza e la totale solidarietà ai cittadini di Serradifalco, scesi in piazza uniti e compatti per protestare contro la decisione di una preside che, su indicazione di un genitore testimone di Geova, ha vietato che gli studenti intonassero a scuola la canzoncina a Gesù Bambino”.

Pagano ha rincarato anche la dose, aggiungendo che ciò che è accaduto in quella scuola “è un fatto gravissimo“. Che gli italiani devono difendere la loro fede, la loro storia, le loro tradizioni, la loro cultura. Che le minoranze religiose vanno rispettate, ma che non è giusto penalizzare la maggioranza solo perché qualcuno, seguendo religioni diverse, cerca di imporre il proprio volere agli altri.

Il deputato della Lega ha definito deplorevole il comportamento del direttore della scuola che, per accontentare una sola persone – un genitore testimone di Geova – ha imposto all’intera scuola di esentarsi dal celebrare una funzione natalizia, penalizzando i ragazzi che dovrebbero essere educati alla tolleranza, non ai divieti. 

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Premesso che le dispute religiose non mi interessano, ritengo che ogni confessione abbia il diritto di professare la propria fede, ma che abbia anche il dovere di rispettare quella degli altri. Trovo ingiusto che una persona cerchi di imporre il proprio volere agli altri solo perché non ne condivide le dottrine. Quel genitore poteva benissimo esentare suo figlio dal partecipate al canto natalizio: non era necessario che suggerisse al preside che lo facessero tutti. Ma purtroppo la religione, da strumento di pace e comunione tra gli uomini, è diventata foriera di divisioni e scontri ideologici. Un fenomeno per nulla cristiano e che lascia pensare che, se le religioni non ci fossero, nel mondo sarebbe meglio.

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