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Napoli

Caivano: cade dallo scooter speronato dal fratello e muore

Inseguita e speronata dal fratello, che non tollerava la sua relazione omosessuale, Paola cade dallo scooter e muore a soli 22 anni. L' assassino confessa di averle voluto dare una lezione.

Cronaca
Pubblicato il 13 settembre 2020, alle ore 17:02

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Caivano: cade dallo scooter speronato dal fratello e muore

Caivano, Napoli. Mal sopportava i pettegolezzi del quartiere per l’amore diverso della sorella e così decide di darle una lezione.

Un amore vissuto alla luce del sole da due ragazze poco più che ventenni che però aveva scatenato le chiacchiere del quartiere e che era, pertanto, mal sopportato dal fratello trentenne di Paola che provava, da tempo, ad ostacolare la relazione tra le due.

Invano aveva provato a convincere la sorella ad interrompere la relazione ma lei, innamorata e felice, non si era lasciata influenzare. Le voci sulla sua relazione “diversa” non le interessavano e allora lui ha deciso che non poteva più stare a guardare.

In piena notte, ha deciso di seguire la coppia che era in giro in scooter, speronandola e facendola sbandare sino a  farla cadere rovinosamente per terra.

Mentre la sorella era inerme sull’asfalto, la sua furia non si è fermata: si è scagliato sulla fidanzata della sorella insultandola e picchiandola furiosamente. Ha probabilmente capito tardivamente che la sorella aveva sbattuto la testa e non respirava più. Inutile la corsa in ambulanza, per la giovane non c’è stato nulla da fare.

I Carabinieri hanno subito fermato il colpevole che, pur confessando immediatamente, ha provato a giustificarsi dicendo che il suo intento era solo quello di spaventare la sorella ed indurla a tirarsi fuori da quella relazione.

Il fratello è stato condotto in carcere per omicidio prerintenzionale, lesioni e violenza privata aggravata da omofobia. La furia omofoba che ha spezzato una storia d’amore nel modo peggiore: una ragazza morta e l’altra ferita con gravi fratture e operata nella notte.

Intervistato anche il parroco del Parco Verde di Caivano, don Maurizio Patriciello, dove i ragazzi – colpevole compreso – sono cresciuti, si dice molto addolorato per quanto avvenuto e del fatto che ancora non ci sia la comprensione e il rispetto degli altri.

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Cosa ne pensa l’autore
Maria Guerricchio

Maria Guerricchio - Io non ho davvero parole. Mi sembra che le cronache ci regalino ormai notizie di una assurdità e di una barbarie inenarrabile e sempre meno concepibile. Dobbiamo, con forza, lottare perché si sviluppi in modo serio una società in cui la libertà sia garantita nel pieno rispetto reciproco. Meno chiacchiere e più fatti.

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