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Cagliari: piantate 10.000 ghiande di leccio

L'associazione sarda che trae ispirazione dal libro di Giono "L'uomo che piantava gli alberi" organizza eventi per promuovere il rimboschimento di zone degradate della Sardegna. Domenica scorsa è stata la volta di San Gregorio, in provincia di Cagliari

Cronaca
Pubblicato il 3 marzo 2014, alle ore 09:27

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Cagliari: piantate 10.000 ghiande di leccio

Divulgare la cultura del rispetto della natura, l’amore per ogni forma in cui essa si manifesta, la tutela dell’ambiente e promuovere progetti per la piantumazione sono i fini dell’associazione sarda senza scopo di lucro, il cui nome ha trovato ispirazione dal libro di Jean Giono “L’uomo che piantava gli alberi”, nome che è stato modificato in L’uomo che pianta gli alberi”, “perchè è nel presente che vogliamo piantare alberi” – scrive la presidente Anna Cadoni.

L’associazione ha organizzato diverse giornate dedicate alla semina di alberi in diverse zone degradate della Sardegna, in virtù del progetto dal nome “La Grande Sfida: un milione di semi e tantissimi alberi da piantare”, sfida lanciata per contribuire a rinverdire il Pianeta Terra; e infatti, domenica scorsa in tanti si sono riuniti nelle campagne di San Gregorio, frazione del comune di Sinnai, in provincia di Cagliari, riuscendo a piantare 10.000 ghiande di leccio e lanciare le palline di argilla contenenti 250.000 semi.

Era la quarta tappa di questa iniziativa in questo angolo di verde della Sardegna meridionale, descritto sul sito “sardegnaturismo” come “un luogo di rara bellezza per gli amanti delle passeggiate e del trekking. Sorge in prossimità della catena montuosa dei Sette Fratelli immerso nei boschi e ricco di numerose specie di animali selvatici come cinghiali, lepri, ricci, volpi, donnole e moltissimi volatili. La vegetazione variegata circonda il piccolo centro storico e le ville ai margini del paese perdendosi sulle creste montuose e conferendo al panorama un aspetto magico e senza tempo”.

A luglio dello scorso anno un gravissimo incendio ha devastato questo territorio trasformandolo in un paesaggio desolato ricoperto dalla cenere; e l’opera di rimboschimento promossa dall’associazione restituirà la bellezza a queste terre, riappariranno i boschi, gli orti e i fiori, ma soprattutto, da sarda orgogliosa, credo che contenga il prezioso messaggio dell’urgenza di una riconciliazione dell’uomo con madre natura, rappresenti l’ammirabile esempio che ciascun uomo nel suo piccolo dovrebbe seguire per difendere la terra che ci accoglie e ci ospita. .

Ora più che mai il territorio della Sardegna è devastato, prima con gli incendi ed ora con l’alluvione, non per fatalità, ma per colpa dell’ignoranza umana. Per non dimenticare i fatti gravissimi che sono accaduti, la parola d’ordine dell’associazione é: agire e non delegare per avere un cambiamento”.

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