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Cagliari. L’urlo dei tifosi viola: "Devi morire"

Un uomo di 45 anni è morto nello stadio Sardegna Arena, mentre i tifosi avversari gli gridavano: "Devi morire...devi morire". Tagliabracci: "Vergogna assoluta".

Cronaca
Pubblicato il 17 marzo 2019, alle ore 13:00

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Cagliari. L’urlo dei tifosi viola: "Devi morire"

Al termine della partita Cagliari – Fiorentina, un 45enne, Daniele Atzori, che si trovava sugli spalti del Sardegna Arena con la madre e la sorella ha avuto un malore fatale. La curva opposta, mentre l’uomo moriva urlava “Devi morire”.

L’uomo abitava nella periferia del capoluogo sardo e pare che la morte sia dovuta a un attacco cardiaco. Fausto Tagliabracci, presidente del club Scoglio-Nati Viola di Portoferraio, presente alla partita Cagliari ha testimoniato quanto accaduto.

Il fatto

Il personale sanitario giunto nell’area dello stadio in cui si trovava Daniele Atzori è intervenuto per soccorrerlo con il defibrillatore, praticandogli anche un lungo massaggio cardiaco. Tutto è stato vano perchè l’uomo è deceduto poco dopo.  Oltre ai medici, erano presenti la Polizia, i Carabinieri e i Vigili del fuoco che avevano fatto di tutto per salvarlo. L’uomo dopo il decesso è stato coperto con un telo bianco.

La testimonianza di Tagliabracci, che parla di un calcio “diventato schifoso” è raggelante. Tutto era iniziato bene, c’erano stati anche “i cori per Astori“, finchè sono arrivate le offese ai cagliaritani e alla città di Cagliari. In quel momento era suo desiderio lasciare lo stadio ma a pochi minuti dalla fine della partita tutti hanno intuito a comprendere “che stava succedendo qualcosa di grave sugli spalti dalle corse frenetiche degli operatori del 118…”. Vedendo la corsa degli operatori, alcuni sostenitori della Fiorentina, hanno cominciato a gridare: ‘”Devi morire…devi morire’. Beh il giovane sardo di 45 anni è morto! Vergogna assoluta… questo non è il calcio che amo” conclude Tagliabracci.

La Digos della Questura di Cagliari e la Scientifica stanno mettendo insieme i numerosi filmati pubblicati sui social e i video dalle tv e ripresi dalle telecamere di sorveglianza dello stadio Sardegna Arena.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che quando in uno sport non si riconosca nell'avversario una persona umana è grave, non ha più nulla da dare. Rispettare l'altro, al di là di della fede calcistica, è fondamentale; tutto dovrebbe concludersi con una stretta di mano. Questa permette di giocare un'altra partita: quella della vita.

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Commenti
Marco Brondo
Marco Brondo

20 marzo 2019 - 08:05:40

Vero! Se lo sport perde la sua umanità... Vuol dire che ha perso!

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