Un ragazzo di 26 anni è morto ucciso da diversi colpi di mattarello. L’episodio è avvenuto a Cagliari, e protagonisti della tragica vicenda sono due giovani, la vittima, Antonio Mocci, aveva 26 anni e il suo amico accusato di omicidio che ne ha appena 23. Antonio spesso domandava le dosi di droga per il fine settimana ma non aveva i soldi per pagarli, e il pusher che lo riforniva, Stefano Corona, questa volta non ha voluto cedere e non voleva dare la droga al ragazzo senza essere pagato.
Tra i due a quanto pare è scaturita lite che poi è degenerata nell’uccisione del giovane Antonio Mocci, che insisteva per avere la droga. I due ragazzi avevano avuto a che fare in passato con qualche guaio proprio a causa della droga, ed erano già noti alle forse dell’ordine. Per questo motivo la polizia, quando è stata allertata per la morte di Mocci, che è stato trovato all’interno del salotto di casa, sita nel centro di Villacidro, in un lago di sangue, ha intuito il motivo della tragedia.
Dai primi accertamenti eseguiti sul corpo del ragazzo dal medico legale sono risultati subito evidenti i segni di una violenza fisica subita. Nel corso delle indagini è stato anche accertato che il ragazzo era stato ucciso con dei colpi di mattarello. Stefano Corona infatti si era scagliato con violenza sull’amico e lo aveva ferito pure con alcuni coltelli. Poi ha lasciato il ragazzo morente in casa e ha inviato alcuni messaggi per depistare le indagini, ma gli investigatori del Reparto operativo di Cagliari hanno capito che gli sms erano stati inviati quando Mocci era già morto.
E poi una testimonianza schiacciante lo ha inchiodato: pare che Stefano fosse stato visto con addosso il giubbotto pieno di sangue da una ragazza. Il giovane inizialmente ha tentato di respingere le accuse ma i carabinieri in 24 ore avevano già ricostruito l’accaduto ed appurato che la tragedia era accaduta per pochi grammi di droga. Il padre del ragazzo è rimasto sconvolto dal fatto che il figlio potesse aver commesso un omicidio per un motivo così banale e ha detto: “Ditemi che mio figlio è già stato arrestato, altrimenti lo trovo io e lo trascino in caserma”.