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Caccia al cinghiale ma spara ad un 19enne

Una nuova vittima della caccia. Una caccia al cinghiale in provincia di Apricale causa la morte di un 19enne e il cacciatore è adesso accusato di omicidio colposo.

Cronaca
Pubblicato il 1 ottobre 2018, alle ore 07:47

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Caccia al cinghiale ma spara ad un 19enne

Nathan Labolani, 19enne di Ventimiglia, è morto per una fucilata all’addome; è stato colpito durante una battuta di caccia al cinghiale nel territorio di Apricale, provincia di Imperia.

Il cacciatore è adesso indagato per omicidio colposo.

La tragedia

La tragedia si è verificata ieri mattina alle 7.00; l’intero comune di Apricale è sotto choc per l’accaduto.

La vittima si chiamava Nathan Labolani ed era residente a Apricale; si trovava sul posto, nella zona del rio Merdanzo, insieme al suo cane, per fare un’escursione e non partecipava alla battuta di caccia.

Dalle prime ricostruzioni, sembra che il cacciatore, 29enne in possesso della licenza da due anni, abbia scambiato il giovane per una preda; gli ha sparato con una Winchester calibro 300 magnum che lo ha colpito mortalmente ferendolo al braccio e sull’addome. Il colpo lo ha passato da parte all’altra.

Sul luogo dell’incidente sono accorsi i vigili del fuoco, il soccorso alpino e i medici del 118 ed era stato allertato anche l’elisoccorso da Cuneo. Troppo tardi, il ragazzo è deceduto poche ore dopo.

Il cacciatore è stato accusato di omicidio colposo.

Le critiche del WWF e dell’ENPA

In un comunicato del WWF, l’associazione chiede che la Regione sospenda la caccia: “Pochi giorni di apertura della caccia e già dobbiamo fare i conti con un episodio gravissimo, che dimostra ancora una volta l’imprudenza e imperizia di troppi cacciatori, che sparano prima di aver «messo a fuoco» con certezza l’obiettivo. Il WWF definisce la caccia un “gioco anacronistico e inaccettabile che fa danni alla fauna, già stressata da inquinamento alterazione dell’habitat e cambiamenti climatici, all’ambiente e a chi ha diritto a godere della natura in modo sano: famiglie, escursionisti, birdwatchers”.

Anche l’ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, ha chiesto la sospensione immediata dalla stagione venatoria e dichiara: “Ormai è indiscutibile che nel nostro Paese esiste una emergenza sicurezza è che questa emergenza è legata all’esercizio della caccia. La morte del 19enne, alla famiglia del quale esprimiamo la nostra solidarietà, è solo la punta dell’iceberg di una pratica che ogni anno causa milioni di vittime animali e decine di vittime umane, anche tra gli stessi cacciatori. La situazione è ormai fuori controllo“.

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Cosa ne pensa l’autore
Giovanna Barone

Giovanna Barone - Molti considerano la caccia un hobby ma, ogni anno, il pericolo per le persone è sempre altissimo. Ancora una volta la caccia miete vittime oltre a causare la morte di animali che si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Si dovrebbe fare qualciosa per evitare che accadono altri incidenti.

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