Ad ogni acquazzone le strade della contrada diventano piscine a cielo aperto. Stanno vivendo ancora disagi gli abitanti di Torre Rossa, zona di campagna che si trova alle porte di Tuturano, frazione del comune di Brindisi. Nella giornata di ieri 10 gennaio una forte ondata di maltempo si è abbattuta sul brindisino, e immancabili sono arrivati i disagi per gli abitanti di Torre Rossa.
Un residente, esasperato dalla situazione, si è rivolto ai colleghi della testata giornalistica Brindisi Report, a cui ha raccontato lo stato di cose che i residenti sono costretti a sopportare ormai da moltissimi anni. Gli abitanti, che nel corso degli anni hanno costituito anche un comitato, si erano illusi che le cose sarebbero cambiate, soprattutto dopo l’intervento del presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia, Fabiano Amati, il quale aveva ricevuto da Snam la possibilità di realizzare strade di asfalto e illuminazione pubblica nella contrada.
Una zona isolata
Torre Rossa è una zona isolata dal centro abitato di Tuturano, dove non c’è pubblica illuminazione e dove le strade appunto sono sterrate. In questi anni la contrada è stata interessata dai lavori per la realizzazione del metanodotto “Tap” (Gasdotto Trans-Adriatico) che trasporta gas dalla frontiera greco-turca in Italia, dopo aver attraversato Grecia e Albania.
Durante i lavori venne intercettata una importante falda acquifera poco fuori la contrada, precisamente in zona San Paolo. La circostanza causò non pochi disagi alla popolazione che vide praticamente prosciugati i pozzi da cui residenti e contadini attingevano l’acqua. Da qui la richiesta di risarcire in un certo senso la popolazione. La stessa Snam ha confermato formalmente al Comune di voler intervenire nella contrada con una lettera inviata lo scorso 22 luglio.
Ma da allora i lavori non sono stati ancora eseguiti. Secondo il residente che ha scritto la lettera, il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, “pretende che Snam esegua quelle opere come atto di liberalità, riservandosi di decidere lui a quali interventi destinare le somme eventualmente dovute a titolo di compensazione che, ricordiamolo, sono destinate esclusivamente a risarcire eventuali danni ambientali provocati durante la costruzione del metanodotto”.
Il cittadino in questione si augura che gli abitanti della contrada non debbano vivere in questa situazione per altri decenni. Le foto inviate alla stampa locale dal residente non lasciano spazio a dubbi: le strade ad ogni acquazzone diventano ancora di più un colabordo, rendendo difficile il transito con le automobili. Ci si augura a questo punto che il problema venga definitivamente risolto a stretto giro.