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Boom di “Scuole nei boschi” clandestine per i bambini no vax: indaga la Procura

La Procura dei minori di Bolzano ha aperto un fascicolo sull'insolito aumento di scuole nel bosco in Alto Adige: potrebbe configurarsi una lesione del diritto allo studio

Cronaca
Pubblicato il 25 novembre 2021, alle ore 15:29

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Boom di “Scuole nei boschi” clandestine per i bambini no vax: indaga la Procura

È ormai da anni che si assiste al fiorire di proposte educative alternative, sia in Italia che all’estero, ma dall’inizio della pandemia da covid-19 il numero di adesioni a questi progetti è aumentato considerevolmente: homeschooling, scuole a medoto Montessori o Steiner, parentali, democratiche o libertarie, e finanche scuole nel bosco.

Proprio queste ultime sono finite nel mirino della Procura dei minori di Bolzano che ora indaga sulle 10 scuole nel bosco aperte in Alto Adige, precisamente in val Aurina, alta val Venosta e Passiria. Definite “scuole clandestine no vax” dal Tgcom24 che ha diffuso la notizia dell’apertura del fascicolo sul “boom dell’istruzione parentale“, potrebbero non garantire il diritto allo studio degli alunni che le frequentano.

Motivo per cui sia le famiglie che hanno comunicato alla scuola di lingua tedesca, Sigrun Falkensteiner, di voler provvedere personalmente all’educazione e istruzione dei propri figli che gli insegnanti no vax sospesi sono stati oggetto di ispezione. La realtà delle scuole alternative in Alto Adige conta oggi 629 alunni contro i 30 del periodo precedente l’epidemia da coronavirus.

Istruzione parentale: cosa dice la legge

Le scuole parentali sono particolari forme di istruzione consentite dalla Costituzione Italiana il cui articolo 30 recita “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli“. L’articolo 34 inoltre prevede che “l’istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita“. Ad essere obbligatoria, insomma, è l’istruzione, non la frequenza di una scuola tradizionale.

In tema di educazione parentale poi occorre citare il Decreto Legislativo 25 aprile 2005, n.76, che all’art. 1, comma 4, stabilisce che: “Le famiglie che, al fine di garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, intendano provvedere in proprio alla istruzione dei minori soggetti all’obbligo, devono dimostrare di averne la capacità tecnica o economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità, che provvede agli opportuni controlli”.

Il clima di incertezza che regna ormai da quasi due anni, tra nuove chiusure e dad, ha minato la serenità e la spontaneità dei bambini che hanno dovuto imparare a rispettare l’obbligo di mascherine e distanziamento anche tra i banchi di scuola e durante l’ora di educazione fisica. Così sempre più genitori hanno iniziato a volgere lo sguardo verso forme alternative di istruzione: c’è chi ha scelto di occuparsi personalmente dell’educazione dei propri figli optando per l’homeschoolig in cui la famiglia ha appunto un ruolo centrale, e chi invece li ha iscritti ad una scuola parentale, tra le quali anche le scuole nel bosco.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - La pandemia da covid-19 ha portato con sé nuove sfide per i genitori: durante i mesi di lockdown hanno dovuto improvvisarsi insegnanti dei loro figli, perchè non tutti i bambini avevano la capacità di adattarsi alla didattica a distanza. Per alcuni bambini con bisogni speciali interfacciarsi con un freddo pc non è semplice, è chiedere loro uno sforzo notevole, per questo sempre più genitori si innamorano delle scuole in natura, flessibili e attive che offrono ogni giorno nuove esperienze e scoperte. Si può apprendere anche fuori dalle solite quattro mura. A volte bisogna guardare un pò più in là del proprio naso, e smettere di gridare al no vax o no mask per ogni cosa.

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