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Bomba contro un centro anziani a Foggia alle prime luci del mattino

Sconosciuti hanno piazzato una bomba ai piedi della saracinesca di un centro per anziani, probabilmente come atto intimidatorio nei confronti della dirigenza resasi testimone in un processo contro i clan della mala foggiana.

Cronaca
Pubblicato il 16 gennaio 2020, alle ore 11:38

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Bomba contro un centro anziani a Foggia alle prime luci del mattino

Un nuovo attentato ha scosso Foggia alle prime luci del giorno. Il danneggiamento è avvenuto ai danni di un centro per anziani di proprietà del gruppo “Sanità più”, di cui uno dei dirigenti -responsabile delle risorse umane – aveva già subito un attentato dinamitardo il 3 gennaio scorso ed è testimone in un’inchiesta della Dda contro la mafia foggiana.

Mentre all’interno del centro c’era solo la signora che si occupa delle pulizie, qualcuno ha piazzato l’ordigno rudimentale facendolo esplodere e provocando danni esterni alla struttura, all’insegna luminosa, e il danneggiamento di alcune auto in sosta.

Fortunatamente illesa, la lavoratrice all’interno del centro è stata prontamente soccorsa dal personale del 118 e portata al pronto soccorso perché in forte in stato di choc.

Sul luogo è presto arrivata la polizia che sta avviando tutte le indagini del caso benché, come anticipato, le motivazioni sembrino già piuttosto chiare. Vanno identificati i responsabili materiali. Va detto altresì che l’attentato arriva a poche ore dall’atteso incontro nella città pugliese del commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura.

Nemmeno 10 giorni fa inoltre, proprio a Foggia, erano scese in piazza – per disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione – 300 associazioni, in un corteo con circa 8 mila persone, per la manifestazione Foggia Libera capeggiata da don Luigi Ciotti.

Anche dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, era giunto il totale appoggio: “Il mio pieno sostegno alla manifestazione contro la mafia che si svolge oggi a Foggia. La lotta alle mafie non deve avere bandiere né colori politici. È una lotta che deve vederci tutti uniti nella stessa direzione e a difesa della libertà, legalità e giustizia“.

Questi atti intimidatori certamente spaventano, ma bisogna essere più forti e continuare a lottare contro questi soprusi oramai inaccettabili.

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Cosa ne pensa l’autore
Maria Guerricchio

Maria Guerricchio - Quando ero ragazzina, ricordo che nel foggiano questi atti intimidatori fossero all'ordine del giorno con ben gravi conseguenze. Negli ultimi anni, queste notizie sono giunte in modo molto più sporadico e, scioccamente, pensavo che il fenomeno fosse un po' arginato. Purtroppo, dobbiamo renderci conto che viviamo in uno stato di guerra quotidiano.

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