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Bologna, riabbraccia i cani prima di morire: la storia di Elvio

L'azienda Usl di Imola racconta la storia di Elvio che ha potuto riabbracciare i suoi cani prima di morire. "Umanizzare l'ospedale è anche questo", scrivono su Facebook.

Cronaca
Pubblicato il 27 gennaio 2019, alle ore 10:16

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Bologna, riabbraccia i cani prima di morire: la storia di Elvio

A raccontare la storia di Elvio Donattini, è la stessa Uls di Imola, che con l’aiuto dei familiari dell’uomo ha potuto esaudire il suo ultimo desiderio prima di morire. Elvio era un malato terminale ricoverato in ospedale senza la possibilità di uscirci, ma con il grande desiderio di rivedere per l’ultima volta i suoi due cani che nel corso della vita gli hanno dato la forza e l’amore necessari per combattere la sua malattia.

Un gesto, quello raccontato dall’azienda Uls di Imola sulla sua pagina Facebook, che viene descritto come un piccolo passo verso l’umanizzazione dell’ospedale. A condividere poche parole sull’accaduto, anche la figlia di Elvio, Maurizia Donattini, che sempre nel suo profilo social di Facebook esprime le sue speranze nel vedere numerosi altri gesti di solidarietà e umanità come quello che è stato regalato al padre.

Riabbraccia Piero e Gilda, muore qualche giorno dopo

Il Signor Elvio ieri ci ha lasciato“, si apre così il post della pagina ufficiale “Azienda Uls di Imola” sul social di Facebook, con cui hanno annunciato la triste morte di Evio Donattini, malato terminale. Ma con le parole subito successive, si vuole celebrare un momento toccante che è stato regalato all’ammalato poco prima di morire.

Il grande desiderio di Elvio era quello di incontrare i suoi due cani, ma le regole ospedaliere vietano categoricamente l’accesso nella struttura agli animali. Così come spiega il post pubblicato dall’Uls, grazie ai familiari dell’uomo che hanno spronato dottori ed infermieri del reparto a compiere questo importante gesto, sono riusciti ad organizzare l’arrivo di Piero e Gilda nella stanza d’ospedale del loro padrone, regalando così un ultimo sorriso al Signor Elvio.

Qualche giorno dopo dall’incontro con i suoi amati cani, Elvio è morto, ma nonostante il grande dolore della perdita, la figlia Maurizia condivide sul suo profilo Facebook la speranza che rendendo questo gesto pubblico, possa spronare molti altri infermieri e medici a compiere più gesti di umanità verso gli ammalati, e che altre persone nella situazione del padre, possano così vedere i loro ultimi desideri diventare realtà.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una storia davvero molto toccante e significativa. Mi trovo concorde con le parole scritte dall'Uls di Imola: anche questo vuol dire umanizzare gli ospedali. Comprendo bene che ci sono delle regole da rispettare, ma se davvero lo vogliamo, riusciamo a trovare un modo per non mettere in pericolo alcun paziente e riuscire ugualmente a far felice un ammalato. Basta davvero solo provarci.

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