Bologna, attore di "Squadra Antimafia" nei guai per narcotraffico

Con 10 ordinanze di custodia cautelare la squadra mobile di Bologna ha smantellato una vera e propria banda che avrebbe gestito un vasto traffico di cocaina e marijuana. Tra gli indagati compare anche un attore della fiction televisiva "Squadra Antimafia"

Bologna, attore di "Squadra Antimafia" nei guai per narcotraffico

E’ un vero e proprio tesoretto di droga quello sul quale hanno messo le mani gli uomini della Squadra Mobile di Bologna; era sotterrato sotto una botola di un casolare nelle campagne bolognesi di Sala Bolognese. Il nascondiglio, però, era stato già scoperto qualche mese fa ma oggi sono state eseguite le ordinanze di custodia cautelare con le quali gli agenti sono riusciti a smantellare una vera e propria banda, pronta a gestire il mercato del narcotraffico in tutta l’Emilia Romagna.

Delle dieci ordinanze di custodia, gli agenti sono stati in grado di eseguirne solo 8 e due persone sono ancora a piede libero, ricercate. Ai vertici dell’organizzazione, secondo il nucleo investigativo della Polizia, sedeva il calabrese Francesco Ventrici, 43 anni ed una lunga vita criminale alle spalle. Infatti, nell’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari Alberto Gamberini, il Ventrici viene definito come “soggetto con un curriculum criminale di tutto rispetto, in contatto con persone di elevata caratura criminale, in grado di reperire ingenti somme di denaro per l’acquisto di partite di sostanze stupefacenti“.

Fra le persone appartenenti alla banda, che ora sono agli arresti, compare anche un nome illustre della televisione italiana: Girolamo Conte. Conte è un imprenditore tarantino di 50 anni e residente nel modenese che, usando il nome d’arte di ‘Jimmy Conte’ ha partecipato come stuntman ed attore in alcune fiction televisive che, guarda caso, trattano proprio di lotta alla criminalità organizzata: l’uomo infatti ha partecipato alla fiction “Squadra Antimafia“.

Già da un po’ di tempo, comunque, Conte era nel mirino degli investigatori della Direzione Investigativa Antimafia quando – l’anno scorso – ci fu un’investigazione su un ingente sequestro di denaro. Nel corso delle indagini, che sono state avviate lo scorso agosto, è risultato che gli uomini della banda comunicavano tra di loro usando dei telefonini irrintracciabili; questi cellulari avevano schede sim acquistate in America e poi modificate in Olanda: praticamente impossibili da intercettare.

Con gli arresti delle ultime ore, si può tranquillamente affermare che è stato inferto un durissimo colpo alla criminalità organizzata nascente in Emilia Romagna, garantendo così città più sicure per gli abitanti e strade con meno droga in circolazione.

Continua a leggere su Fidelity News