La ricostruzione di quanto accaduto nella notte al Divine Club di Bisceglie continua ad arricchirsi di particolari che rendono il quadro ancora più inquietante. A emergere, oltre ai primi elementi investigativi, sono soprattutto le parole di chi si trovava all’interno del locale e ha vissuto in prima persona quei momenti concitati. Testimonianze che raccontano una scena improvvisa, sviluppatasi in uno spazio affollato, con decine di persone presenti e una situazione degenerata in pochi istanti.
Al centro della vicenda c’è Filippo Scavo, 42enne di Bari, che ha perso la vita dopo essere stato raggiunto da colpi esplosi all’interno della discoteca. Secondo quanto riferito dai presenti e rilanciato dall’agenzia Agi, il punto in cui sarebbero stati esplosi i colpi si trovava in una delle aree più frequentate del locale, un elemento che rende ancora più rilevante il racconto dei testimoni. “Poteva colpire chiunque”, è una delle frasi che più si ripete tra chi era presente, seguita da parole che descrivono il timore di conseguenze ancora più estese. Molti raccontano di aver compreso solo dopo pochi secondi cosa stesse accadendo. La musica, il rumore e la confusione iniziale avrebbero reso difficile percepire immediatamente la gravità della situazione.
Poi il panico. Un testimone ha riferito di trovarsi a pochi metri dalla scena e di essersi salvato per puro caso. Ha raccontato che chi avrebbe fatto fuoco sarebbe salito dalle scale d’ingresso e avrebbe agito alle spalle di Scavo, esplodendo almeno quattro colpi. Una sequenza rapida, che avrebbe lasciato pochissimo tempo per reagire. Altri presenti hanno aggiunto dettagli che potrebbero contribuire alla ricostruzione degli investigatori.
Secondo alcune versioni, il presunto responsabile sarebbe uscito inizialmente da una porta di emergenza per poi rientrare armato. Una circostanza che, se confermata, potrebbe assumere rilievo nelle indagini. C’è chi riferisce anche della presenza di due persone, entrambe armate, con una delle due che avrebbe avuto un problema tecnico con l’arma, mentre l’altra sarebbe riuscita a fare fuoco. Un altro elemento emerso riguarda una lite avvenuta poco prima all’interno del locale. Secondo alcune testimonianze, il contrasto sarebbe nato in un clima di tensione crescente tra gruppi diversi presenti nella discoteca. Alcuni raccontano di una situazione già tesa nei minuti precedenti, con discussioni che avrebbero anticipato l’epilogo successivo.
Questo aspetto viene ora valutato dagli inquirenti, che stanno cercando di comprendere se si sia trattato di un episodio maturato nell’immediatezza o se vi fossero dinamiche pregresse. Le parole dei presenti hanno però aperto anche un altro fronte di riflessione: la vulnerabilità dei luoghi affollati di fronte a episodi improvvisi. In molti hanno sottolineato come la zona in cui tutto sarebbe accaduto fosse piena di persone, e come la traiettoria dei colpi avrebbe potuto coinvolgere molte altre persone. È questo il pensiero che torna con maggiore forza nei racconti di chi ha vissuto quella notte: la consapevolezza di essere scampati a qualcosa di ancora più grave. Nel frattempo proseguono gli accertamenti dei carabinieri, che stanno lavorando per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti e individuare i responsabili. Gli investigatori stanno acquisendo testimonianze, immagini di videosorveglianza e ogni elemento utile per chiarire il contesto in cui si è sviluppata la vicenda.