L’anno nuovo, che per molti rappresenta una promessa di speranza e di futuro, per una famiglia di Bibbiano, nel Reggiano, si è trasformato in un tempo sospeso, segnato da una profonda sofferenza emotiva difficile da raccontare. Jap Kaur, appena 13 mesi, si è spenta il primo gennaio all’ospedale Maggiore di Parma, dove era ricoverata da diversi giorni a causa delle complicazioni legate a una meningite. Una vicenda che ha colpito non solo i genitori, ma un’intera comunità che oggi si stringe attorno a loro con rispetto e partecipazione.
Baljinder Kaur, 35 anni, e Palwinder Singh, 45, originari del Punjab, vivono a Corniano di Bibbiano. Lui lavora in un allevamento della zona, lei si dedica alla famiglia. La loro casa conserva ancora i segni della quotidianità di una bambina così piccola: giocattoli sparsi, un pupazzetto natalizio rimasto lì, come se il tempo si fosse fermato. Accanto a loro c’è anche l’altra figlia, di cinque anni, che con la sua spontaneità ricorda quanto la vita continui, anche quando il cuore fatica a stare al passo.
Il padre, aiutato da un’amica per superare le difficoltà con la lingua italiana, ripercorre i giorni che hanno preceduto il ricovero. Tutto sarebbe iniziato a metà dicembre con una febbre lieve, intorno ai 37 gradi. Un segnale che, almeno inizialmente, non aveva fatto pensare a nulla di grave. Dopo un contatto telefonico con il pediatra, la situazione sembrava sotto controllo. Nei giorni successivi, però, il quadro è cambiato. La temperatura è salita, l’appetito della bambina si è ridotto e i genitori, preoccupati, hanno chiesto aiuto.
Il primo accesso in ospedale, a Reggio Emilia, si è concluso con un rientro a casa. Ma la notte e le ore successive hanno portato nuovi segnali di allarme. La mattina seguente, al ritorno dal lavoro, il padre ha trovato la figlia in condizioni che lo hanno spinto a chiamare nuovamente i soccorsi. Da quel momento, il trasferimento a Parma, la diagnosi e l’intervento hanno scandito giorni di attesa, di speranza silenziosa e di veglia costante accanto al lettino. I genitori ricordano lo sguardo della loro bambina, capace ancora di muoversi e comunicare nonostante le difficoltà. Un dettaglio che oggi pesa come un ricordo prezioso e allo stesso tempo doloroso. Jap ha aperto gli occhi sull’anno nuovo solo per poche ore, prima di congedarsi, lasciando un vuoto che nessuna parola può davvero colmare.
Nonostante tutto, nelle parole del padre non c’è rabbia. C’è piuttosto un’accettazione composta, la consapevolezza di una vicenda vissuta come una fatalità. I genitori sottolineano di aver sempre seguito il calendario vaccinale, rispondendo a ogni invito ricevuto, a conferma dell’attenzione dedicata alla salute della figlia. Eventuali valutazioni o approfondimenti saranno affidati agli organi competenti, ma oggi il centro resta la famiglia e il suo bisogno di raccoglimento. Anche il sindaco di Bibbiano, Stefano Marazzi, ha voluto esprimere la vicinanza dell’intera comunità, sottolineando quanto questo momento rappresenti una prova durissima e improvvisa. Un messaggio semplice, che riflette il sentimento diffuso tra chi conosce la famiglia e condivide il loro smarrimento.