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Bergamo, il disperato appello di Jenni Cerea: "aiutatemi a non mollare"

Da 13 anni Jenni è costretta a letto a causa di una malattia rara, l'Ehlers Danols. L'unica sua speranza si trova in America e le mancano ancora tre interventi per riavere un futuro: ecco l'appello della 35enne.

Cronaca
Pubblicato il 12 marzo 2019, alle ore 13:41

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Bergamo, il disperato appello di Jenni Cerea: "aiutatemi a non mollare"

Jenni Cerea ha 35 anni ed è di Curno, in provincia di Bergamo, ma è da quando ne aveva 22 che lotta ogni giorno contro una malattia molto rara che le provoca forti dolori e la costringe a letto. Era il 2005 quando è iniziato il suo calvario e, a distanza di molti anni è riuscita a trovare una cura in America, come spesso accade per le patologie rare.

Jenni, sebbene nel suo appello affermi di essere una persona molto orgogliosa, si è esposta nel web per chiedere quell’aiuto economico necessario per completare il ciclo di interventi in America che può darle un futuro. La ragazza si è già sottoposta a cinque interventi negli ultimi cinque anni, ma mancano gli ultimi tre per completare le cure di cui ha bisogno.

L’appello di Jenni

Vi garantisco che è difficile umiliarsi per chiedere un aiuto di questo tipo, ma non voglio arrendermi“, queste le ultime parole scritte da Jenni nel sito Giornopergiornonlus.it che si occupa di condividere la sua storia e nel raccogliere il denaro necessario per aiutarla a concludere quel ciclo di interventi che potrebbero darle un futuro.

Era il 2005 quando ha avuto inizio la storia di Jenni, che l’ha fatta viaggiare per tutta Italia cercando uno specialista in grado di dirle quale fosse il suo problema. Nel suo paese natio la ragazza, però, ha trovato solo poca umanità, scarso interesse e umiliazione.
Nel 2010 arriva la svolta; Jenni si reca in America dove hanno sede i più grandi specialisti di questa malattia debilitante: l’Ehlers Danols. La patologia provoca mal di testa costante, parestesie su tutto il corpo, difficoltà di coordinazione e movimento degli arti associata alla mancanza di equilibrio e molti altri sintomi quotidiani quali la nausea, dolori al torace e alla schiena e la difficoltà a deglutire e a respirare.

Jenni si è già sottoposta a cinque interventi in America, e le mancano gli ultimi tre: i più importanti. Gli specialisti che hanno in cura la ragazza sono già riusciti a dare un futuro ad altri pazienti afflitti dalla sua stessa patologia e, per questo motivo, nonostante affermi di essersi umiliata nel chiedere un aiuto economico, continua a rimanere a testa alta: “le mie patologie sono degenerative” scrive Jenni sul suo sito onlus, “non ho nulla da perdere, perciò preferisco tentare poi il destino agirà come crede.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Comprendo molto bene le parole di Jenni nell'affermare che in Italia i medici sono in grado di umiliarti ulteriormente al dolore che il paziente sta già affrontando. Purtroppo ci sono pochissimi dottori nel nostro paese che posseggono l'umanità, una dote che io considero essenziale per qualcuno che decide di intraprendere questo mestiere.

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