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Bergamo: bimbo di dieci anni morto intrappolato nel cassonetto per la raccolta di indumenti usati

Nella provincia di Bergamo una tragedia si è venuta a consumare: un bambino di dieci anni è rimasto intrappolato nel cassonetto giallo per indumenti usati. Era solo al momento dell'accaduto: una passante ha chiamato i soccorsi, ma non c'è stato nulla da fare.

Cronaca
Pubblicato il 20 maggio 2020, alle ore 20:25

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Bergamo: bimbo di dieci anni morto intrappolato nel cassonetto per la raccolta di indumenti usati

Intorno alle 20 di ieri sera: a Boltiere, in via Monte Grappa, nei dintorni dell’ex statale 525, centro di 5000 abitanti della Bassa bergamasca, ubambino di dieci anni Karim Bamba, da solo al momento dell’accaduto, è rimasto intrappolato nel cassonetto giallo degli indumenti usati, mentre tentava di estrarre alcuni abiti per sé e per la sua famiglia.

Il bambino indigente, apparteneva a una famiglia povera, già seguita dai servizi sociali, andava solitamente scalzo, come i suoi cinque fratelli. Al momento della tragedia, si trovava da solo sul luogo dell’accaduto, non lontano dalla casa popolare nella quale abitava con la sua famiglia, originaria della Costa D’Avorio.

L’allarme è stato dato da una residente, la donna, che in quel momento stava andando nel parcheggio per prendere la macchina, ha chiesto aiuto ad alcuni passanti e ha chiamato i soccorsi: “non si muoveva, ho chiesto aiuto, vedevo le sue gambe che fuoriuscivano dal contenitore degli abiti usati”. Purtroppo il bambino è rimasto incastrato nell’ingranaggio di apertura. Inutile la corsa in ospedale in cui è arrivato in gravissime condizioni, già in arresto cardiaco. 

In lacrime, la madre è andata con lui all’ospedale, ma è morto poco dopo, nonostante i tentativi di rianimazione dei medici, le ferite da schiacciamento erano troppo gravi.  Anche il sindaco, Osvaldo Palazzini, è andato sul luogo della tragedia subito dopo l’allarme dato.

La madre del bambino, di origine italiana, è stata trasferita, per agevolarla nel superare lo shock, in una struttura. Il padre è all’estero e non è stato ancora rintracciato. Sul luogo dell’incidente mercoledì mattina sono arrivate diverse persone, per pregare o lasciare un fiore. Testa bassa e lacrime agli occhi per quel bambino che viveva in povertà e che è morto in modo tanto atroce. Il pubblico ministero ha disposto l’autopsia sul cadavere del piccolo per chiarire i contorni della vicenda. 

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Non oso immaginare il dolore della madre del povero piccolo, una tragedia nella tragedia dato che la famiglia già versa in condizioni economiche disastrose. Troppo spesso in questo paese le persone indigenti vengono abbandonate a sé stesse: il piccolo probabilmente cercava abiti per sé e per i propri fratelli con un gesto sconsiderato costatagli caro che mi porta a chiedermi dove fosse la famiglia in quel momento e perché lo abbia lasciato solo. Un bambino cresciuto forse troppo presto rispetto ai suoi coetanei, che aveva imparato a cavarsela da solo, ma che una triste fatalità ha portato via.

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