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Bastia Umbra: la rissa dei giovani fa riflettere il vescovo Sorrentino

Cosa sia successo lo dirà la magistratura, ma “fatti del genere non possono lasciarci indifferenti, serve una riflessione nella Chiesa e nella società”, ha scritto in una nota il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.

Cronaca
Pubblicato il 17 agosto 2020, alle ore 17:27

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Bastia Umbra: la rissa dei giovani fa riflettere il vescovo Sorrentino

Filippo Limini, 24 anni, è stato “ucciso per un parcheggio”, come ha testimoniato uno degli amici della vittima, presente nel momento della tragedia. Erano le 3.15, nella notte tra il 14 e il 15 agosto quando, dopo aver preso un pugno in faccia, Filippo si stava rialzando e in quell’istante un’automobile con tre ragazzi a bordo lo ha investito.

Ora i tre giovani, 19, 20 e 23 anni, sono in carcere a Capanne (PG) accusati di omicidio preterintenzionale e rissa aggravata. Dovranno spiegare cosa sia accaduto nel parcheggio della discoteca di Bastia Umbra agli inquirenti guidati dal sostituto procuratore Paolo Abbritti e ai genitori di Filippo, assistiti dall’avvocato Alberto Maria Onori.

La nota del Vescovo Sorrentino

La rissa di Bastia Umbra, nella quale un ragazzo di Spoleto ha perso la vita, mi colpisce profondamente“, ha scritto in una nota il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino. Ricordando che è compito della magistratura stabilire cosa sia successo, il vescovo continua: “Immagino che cosa questo possa significare per la sua famiglia. Vorrei innanzitutto far arrivare ad essa sentimenti di vicinanza e di preghiera”.

Le ipotesi del vescovo parlano di un possibile “divertimento spericolato, un clima giovanile che porta a “livelli di imbarbarimento” che non possono lasciare indifferenti. La Chiesa si sente interpellata dal mondo giovanile, già scelta prioritaria. Ricevuta la cresima, purtroppo molti ragazzi si allontanano dalle parrocchie e non solo: “Il mondo dei giovani è sfuggente e di difficile controllo anche da parte delle famiglie e delle altre agenzie sociali e culturali“, scrive mons. Sorrentino.

La famiglia come istituzione vive già da sé una crisi profonda; la scuola, pur impegnandosi, non riesce. Il vescovo intravede una possibile soluzione nella politica, con quest’ultima che “deve certo interrogarsi sulle opportunità che vengono offerte senza le garanzie di limiti severi e controlli adeguati”. 

Il fatto è accaduto, ricorda il vescovo, vicino ad Assisi, Città della Pace e alla vigilia della beatificazione di un giovane, Carlo Acutis: questo “ci faccia riflettere tutti e ci spinga a decisioni salutari”. 

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che la società, in generale, dovrebbe interrogarsi sul mondo giovanile, ma credo anche che i giovani stessi dovrebbero impegnarsi in questo senso. Alle tre di notte, probabilmente, i più dormono, mentre loro, i giovani, sono svegli. Restare svegli e vigili è un compito arduo, di notte, ma non c'è una strada alternativa.

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Commenti
Chiara Tiozzo
Chiara Tiozzo

17 agosto 2020 - 17:47:26

Trovo che questo vescovo abbia raccontato una situazione della nostra società che in troppi non vogliono vedere.

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