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Bari

Bari, video sull’aborto mostrato a scuola: studenti traumatizzati

In una scuola a Monopoli, in provincia di Bari, l'insegnante di religione ha mostrato un documentario sull'aborto con scene molto cruente: traumatizzati gli studenti, il caso finisce in Parlamento.

Cronaca
Pubblicato il 17 dicembre 2018, alle ore 12:46

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Bari, video sull’aborto mostrato a scuola: studenti traumatizzati

In una delle prime classi del liceo Polo Liceale G. Galilei – M. Curie di Monopoli, in provincia di Bari, è stata invitata l’associazioneMovimento per la vita” per parlare ai ragazzi del delicato tema dell’aborto. Era il 4 dicembre scorso quando la classe ha assistito ad un discorso sulla pratica in questione, che ha suscitato grande clamore a causa dei termini utilizzati dagli stessi adulti. 

La pratica dell’aborto prevede che si estraggano pezzi di gambe e braccia di bambini già formati”, queste alcune delle parole che sono state pronunciate in classe di fronte ai giovani studenti.

Qualche giorno dopo, a peggiorare la situazione ed il turbamento emotivo dei ragazzi, l’insegnante di religione – che ha ospitato gli esponenti dell’associazione durante le sue ore scolastiche – ha portato gli studenti a guardare un documentare sulla pratica dell’aborto. Il filmato proiettato, dal titolo “L’urlo del silenzio“, risale al 1984 ed è vietato ad un pubblico di minore età. Alcune delle immagini trasmesse vedevano scene esplicite di aborti, accompagnate con parole quali “bambino dilaniato” o “smembrato”. I ragazzi sono rimasti traumatizzati.

Il caso finisce in Parlamento

Il caso del liceo di Monopoli è stato commentato da due sponenti del Movimento 5 StelleVeronica Giannone ha pubblicato un post sul suo social personale di Facebook in cui comunica di aver depositato un’interrogazione scritta al Ministro dell’Istruzione, Bussetti, poiché si tratta di un fatto troppo grave perché non siano rilasciate delle risposte e dei chiarimenti.

Insieme ai ragazzi, anche i genitori sono rimasti senza parole dopo essere venuti a conoscenza di quanto accaduto in classe. Lo stesso dirigente scolastico, Martino Cazzorla, il Consiglio di istituto ed il Collegio di classe, ci tengono a precisare che non erano a conoscenza di nulla. Martino Cazzorla afferma che nessuno ha mai richiesto la presenza del “Movimento per la vita” nelle classi del liceo, e non è stata neanche richiesta l’autorizzazione per trasmettere il documentario in questione.

A prendere parola anche il garante dei Diritti dell’Infanzia dell’Adolescenza della regione Puglia, Ludovico Abbaticchio, che afferma di volersi affidare alla procura dei Minori e al tribunale per i minori perché possano intervenire per quanto di loro competenza, e trovare i veri responsabili di quanto accaduto, definendolo come un “intervento deviante e terroristico nei confronti di minorenni”. 

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Sono ancora senza parole da quando sono venuta a conoscenza di questo episodio. Non mi sarei mai aspettata di sentire qualcosa di tanto grave. Immagino quei poveri ragazzi che sono rimasti traumatizzati e che di sicuro non riusciranno mai a togliersi dalla mente le terrificati immagini viste in quel filmato.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

17 dicembre 2018 - 12:48:50

Va pure detto che l'aborto non è una passeggiata e non andrebbe usato come metodo anticoncezionale: a volte occorre scioccare per informare. In ogni caso, si è trattato di un comportamento inopportuno, sono d'accordo, come quando si esplicano le lezioni gender.

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