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Bari

Bari, due minorenni aggrediscono i vigili supportate dalle madri: guidavano una bici taroccata

Due ragazzine minorenni hanno aggredito i vigili urbani perché fermate alla guida di una bici elettrica taroccata. Sul posto sono intervenute le madri, inveendo a loro volta contro gli agenti. Vediamo nello specifico cosa è accaduto.

Cronaca
Pubblicato il 16 agosto 2020, alle ore 12:58

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Bari, due minorenni aggrediscono i vigili supportate dalle madri: guidavano una bici taroccata

L’utilizzo della bicicletta elettrica può essere un’ottima alternativa a veicoli come scooter o automobile, che possono inquinare l’ambiente. Circolare per le strade della propria città, a bordo di un mezzo come la bici elettrica, magari per svolgere svariate commissioni, è un gesto di grande senso civico e di rispetto per l’ambiente. Non sempre però l’impiego della bici elettrica avviene con criterio e rigore.

Difatti, due ragazzine si sono rese protagoniste di un episodio davvero increscioso. Il fatto è successo a Bari, dove due minorenni non solo erano in sella ad una bicicletta elettrica i cui dispositivi di funzionalità erano alterati, ma hanno anche aggredito i vigili urbani che le hanno beccate. E non è finita qui, perché ad inveire contro i vigili ci hanno pensato anche i famigliari delle ragazzine.

La polizia locale ha fermato le due minorenni, entrambe 17enni, per un controllo e, quando hanno ispezionato la bici elettrica, subito si sono accorti dell’alterazione. Sostanzialmente, quello che doveva essere un mezzo semplice era diventato un ciclomotore. Nello specifico la bici presentava un motore elettrico, ma viaggiava senza pedalata azionando semplicemente la manopola collegata con il motore elettrico ausiliario.

Il mezzo, così presentato e soprattutto che così circolava per le strade di Bari, era una chiara violazione delle norme stradali. Ma non è finita qui: quando i vigili urbani hanno contestato il tutto alle ragazzine, queste ultime hanno avuto una reazione a dir poco eccessiva. Esse hanno minacciato gli agenti della polizia municipale, li hanno aggrediti fisicamente, hanno tentato di scappare via reimpossessandosi del loro mezzo che nel mentre era stato sequestrato, fino a colpire l’auto di servizio con calci e pugni, alcuni dei quali hanno raggiunto un vigile.

E ancora non è tutto, perché sul posto è nel mentre giunta la madre di una delle due ragazzine, accompagnata da altre donne. Queste hanno a loro volta aggredito gli agenti i quali hanno riportato danni fisici seppur lievi. Nel comunicato dei vigili, si legge: “Uno degli agenti intervenuti ha subito lesioni lievi per 5 giorni di prognosi, mentre una delle minori in preda ad un vero raptus di violenza compulsiva è stata trattata sul posto da una autoambulanza del 118. Sia le minori che le altre donne sono state denunciate per minacce, resistenza e lesioni nei confronti di pubblici Ufficiali“.

Alla conducente è stata contestata la guida senza patente necessaria per la tipologia del mezzo condotto, la mancanza della copertura assicurativa – trattandosi in origine di una bici elettrica non era prevista, ma trasformandola poi in ciclomotore diventava necessaria – il veicolo privo di targa e non immatricolato, e il casco protettivo non indossato. Il veicolo è stato sequestrato e poi distrutto e le protagoniste della vicenda, denunciate per minacce, resistenza e lesioni

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Cosa ne pensa l’autore
Tonia Sarracino

Tonia Sarracino - La socializzazione prima, trasmessa da quella che è la famiglia di origine, diventa necessaria nella crescita di un essere umano. Se alla ragazzina è stato concesso l'utilizzo di un mezzo alterato e soprattutto se ha avuto una reazione del genere con gli agenti che l'hanno fermata è perché la sua famiglia le ha trasmesso un certo tipo di educazione. Se poi sul posto è arrivata la madre, accompagnata da altre donne, e insieme hanno inveito contro i vigili urbani, la teoria sopra citata è presto confermata.

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