Per il terzo anno consecutivo Bari si conferma la città italiana con il miglior clima, secondo l’Indice del clima del Sole 24 Ore, che analizza i trend climatici degli ultimi quindici anni. Il capoluogo pugliese si distingue per il suo equilibrio tra temperature miti, buona circolazione dell’aria e basso impatto delle ondate di calore rispetto ad altre città.
Subito dietro Bari figurano città costiere dell’Adriatico come Barletta-Andria-Trani, Pescara, Ancona e Chieti, mentre tra le prime dieci posizioni spiccano anche centri in altura come Enna, che grazie alla sua altitudine vanta la miglior circolazione dell’aria e il più basso indice di calore. L’analisi dei dati tra il 2015 e il 2025 mostra come l’Italia abbia registrato un aumento medio della temperatura annua di 1,8°C: il Nord è il territorio più colpito, con +2,3°C, seguito dal Centro (+1,9°C) e dal Sud (+1,3°C). Nel 2025 si sono contate 17 ondate di calore, 14 picchi di caldo estremo e 80 notti tropicali, mentre le piogge risultano concentrate in pochi eventi intensi, con periodi di siccità che raggiungono il 12% dell’anno.
Tra i centri urbani del Sud, Catania e Cagliari si distinguono perché ormai non registrano più giorni freddi, un segnale chiaro del progressivo aumento degli inverni miti.
All’opposto della classifica si collocano città come Carbonia, Terni, Belluno e Caserta, dove i fattori di disagio climatico sono più evidenti. Belluno, ad esempio, presenta il minor numero di ore di sole giornaliere e registra un elevato numero di giorni con umidità fuori dal comfort climatico, pur contando poche notti tropicali. Terni soffre invece per le ondate di calore e per l’assenza della brezza marina che invece mitiga gli effetti nelle località costiere come Savona, Imperia e Genova.
Le grandi città mostrano un chiaro divario climatico: Bari, Trieste, Venezia, Napoli, Reggio Calabria, Cagliari e Roma si collocano tra le prime quaranta posizioni, mentre Milano, Bologna, Firenze e Torino restano nella seconda metà della graduatoria. Torino, in particolare, evidenzia la peggior circolazione dell’aria con 162 periodi di stagnazione all’anno.
Il report sottolinea inoltre come le tendenze climatiche italiane confermino l’aumento delle temperature e degli eventi estremi, con ondate di calore e notti tropicali sempre più frequenti, piogge meno frequenti ma più intense e siccità in crescita. Gli inverni si fanno più miti, con crollo dei giorni freddi e riduzione della neve a bassa quota.