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Bambino rifiutato dall’asilo perchè diabetico, cacciato dopo un mese di frequenza

A Reggio Emilia, un bambino di due anni e mezzo è stato rifiutato da un asilo comunale perchè diabetico. La sua patologia è stata considerata difficile da gestire per le educatrici. Per questo, dopo un mese di frequenza, è stato mandato via dell'Istituto.

Cronaca
Pubblicato il 25 febbraio 2019, alle ore 17:18

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Bambino rifiutato dall’asilo perchè diabetico, cacciato dopo un mese di frequenza

Un bambino di 2 anni e mezzo, in provincia di Reggio Emilia, è stato escluso da un asilo comunale perché diabetico e, per questa ragione, considerato troppo “difficile da gestire” dalle educatrici. 

Al bambino, che per motivi di privacy chiameremo Francesco, è stato diagnosticato il diabete all’età di un anno. Francesco vive collegato, tutto il giorno, ad un microinfusore di insulina ed a un sensore che rileva costantemente il tasso glicemico. Quest’apparecchio è collegato ad un applicazione sul telefono dei genitori che comunica, in remoto, i valori glicemici.

La famiglia vive in un piccolo paese dell’appennino reggiano e, i genitori al momento di iscriverlo alla scuola materna hanno optato per l’istituto più vicino a casa. I genitori, prima dell’iscrizione, avevano spiegando alla dirigente e alle insegnanti le necessità del figlio ed erano giunti ad un accordo.

L’accordo con la scuola

L’accordo prevedeva che, prima dell’iscrizione di Francesco, le maestre avrebbero dovuto seguire un corso di formazione, composto sia da una parte teorica che da una parte pratica. Inoltre prima dell’effettiva iscrizione, il bambino doveva frequentare l’asilo e fare un “mese di prova” affiancato quotidianamente da un genitore.

Allo scadere del mese di prova, però, ai genitori è stata consegnata una lettera da parte della scuola nella quale le maestre si rendevano  indisponibili ad assistere Francesco. L’istituto ha giustificato tale scelta dicendo che non c’erano le condizioni per garantire un controllo glicemico. I genitori non hanno potuto fare altro che ritirare la domanda d’iscrizione alla scuola statale. Dopo un’ulteriore ricerca il bambino è stato iscritto in un asilo parrocchiale.

Per i genitori non dovrebbero esistere delle leggi che permettano agli insegnanti di rifiutarsi di assumersi determinate responsabilità, considerando che al termine del corso avevano tutte le competenze necessarie.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Povero piccolo dopo il primo mese in cui si è ambientato e aveva fatto le prime amicizie, si è visto cacciare dalla scuola senza capirne il motivo. Penso che la scuola avrebbe dovuto prendere la decisione prima che il bambino frequentasse la scuola. In questo modo, il bambino non si sarebbe sentito rifiutato.

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