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Attivista ucraino rapito, torturato e crocifisso

Dmitry Bulatov attivista ucraino era stato rapito il 22 gennaio; rilasciato dopo otto giorni, ha raccontato di essere stato picchiato, torturato e crocifisso

Cronaca
Pubblicato il 4 febbraio 2014, alle ore 14:47

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Attivista ucraino rapito, torturato e crocifisso

Dmitry Bulatov è il leader portavoce del movimento Automaidan a cui appartengono esponenti della classe media, ovvero persone non tanto ricche ma neanche così povere da non poter permettersi un’auto; quest’organizzazione improvvisa cortei “motorizzati” che convergono nei luoghi della manifestazione del movimento Euromaidan, bloccando strade e incroci per alimentare la protesta contro il governo, scaturita dal no del presidente ucraino Viktor Yanukovich agli accordi di asso­cia­zione e sul libero scam­bio con l’Europa.

L’attivista ucraino 35enne era stato rapito la sera del 22 gennaio ed è stato rilasciato alle porte di Kiev, in mezzo al gelo, dopo otto giorni di torture; dopo aver raggiunto a piedi e in condizioni pietose il villaggio più vicino, è stato ricoverato ed ha raccontato la sua brutta esperienza proprio dall’ospedale.

Dmitry ha dichiarato di essere stato picchiato, sfregiato, torturato e persino crocifisso con dei ganci! Ha mostrato le ferite, presenti in ogni parte del suo corpo, raccontando dell’accento russo delle voci che chiedevano insistentemente chi fossero i finanziatori delle sue attività.

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Ciò che ha lasciato un po’ perplessi è stato l’arrivo della polizia in ospedale, giunta con l’intenzione di arrestare Dmitry, indagato e ricercato proprio a causa delle sue attività di attivista; le autorità sostengono inoltre che Bulatov non collabori con gli inquirenti per identificare i suoi aggressori, nonostante le sue dichiarazioni riguardo al fatto di essere stato bendato per tutto il tempo.

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