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Assolti gli imputati del caso Martina Rossi, che cadde dal balcone per sfuggire a uno stupro

Assolti Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, perché il "fatto non sussiste": secondo la Corte di Appello di Firenze la giovane non morì per sfuggire ad un tentativo di stupro.

Cronaca
Pubblicato il 11 giugno 2020, alle ore 01:31

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Assolti gli imputati del caso Martina Rossi, che cadde dal balcone per sfuggire a uno stupro

Non riceverà giustizia Martina Rossi, la studentessa di architettura di Genova, che il 3 agosto 2011 cadde dal balcone dell’hotel Sant’Ana a Palma di Maiorca, dove si trovava in vacanza con due amiche. Sono stati accusati di tentato stupro di gruppo due giovani di Castiglion Fibocchi (Arezzo), conosciuti dalla ragazza sul posto e in seguito assolti perché il fatto non sussiste.

La Procuratrice Generale di Firenze, Luciana Sanglitico, nella richiesta di condanna finale, aveva accusato i due ragazzi di non aver prestato soccorso alla giovane caduta dal balcone. Stando alle dichiarazioni dei due imputati, Martina, dopo aver fumato una “canna“, sarebbe impazzita improvvisamente, non riuscendo più a capire dove si trovasse, e si sarebbe gettata dal balcone volontariamente.

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, dopo aver parlato con il padre della ragazza, l’ex sindacalista genovese Bruno Rossi, a seguito della prescrizione del reato, è intervenuto nella vicenda, affermando che sarebbe un clamoroso caso di ingiustizia

Secondo il racconto dei genitori, Martina era una ragazza piena di sogni e ambizioni che amava la vita ed era forte e volitiva, e non avrebbe mai tentato il suicidio. Pertanto, condannano apertamente il risultato del procedimento, definendolo una mancanza di onore nei loro confronti. Hanno combattuto anni per ricevere giustizia ed i loro tentativi sono stati vanificati dalla sentenza.

Il tribunale di Arezzo, nel 2018, aveva condannato i due giovani a 6 anni, per tentato stupro e omissione di soccorso, ma la sentenza è stata modificata completamente in ultimo grado, annullando uno dei due reati. La Procuratrice Generale, Luciana Sanglitico, aveva fortemente chiesto la condanna a 3 anni di carcere per i due imputati, sentenza che doveva essere applicata a marzo 2020, ma che a causa del Covid-19 è stata rinviata. I due giovani, che si sono sempre dichiarati innocenti, hanno chiesto tramite i loro avvocati il proscioglimento dalle accuse oppure il difetto di forma.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Sono indignata come ragazza e come cittadina italiana, per l'ennesimo caso in cui cavilli burocratici non permettono alla giustizia di fare il suo corso. Quanto dovrà ancora piangere un padre che ha combattuto anni per la verità, chiedendo giustizia per la propria figlia, e vedendo il suo onore calpestato da un difetto di forma.

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