La proposta di far andare le biciclette contromano è stata bocciata dal ministro dei Lavori Pubblici e dei Trasporti, Maurizio Lupi, che si è dichiarato contrario a questa ipotesi avanzata dai sindaci di molte città. Il ministro ha così esordito: “Ho ricevuto tante richieste da sindaci che vorrebbero concedere alle bici di circolare contromano, ma io sono contrario: così non aiutiamo i ciclisti ma facciamo il loro male” E aggiunge: “Io sono favorevole a tutelare le categorie deboli, bici e moto, ma esse non si agevolano in questo modo. Piuttosto si facciano piste ciclabili. Pensare poi che si valorizza il ciclista facendolo andare sulle corsie degli autobus è sbagliato, così si mette in pericolo“.
Un lungo dibattito ha preceduto il no del ministro, un dibattito che oltretutto va avanti da anni, e che sembrava avesse un esito positivo da parte del governo, ma invece non è stato così. Veramente il Ministero aveva espresso parere favorevole già nel 2012 e alcune città avevano aderito e iniziato la sperimentazione, tra cui Milano, Reggio Emilia, Lodi, Pesaro, Bolzano. Addirittura a Roma era stato siglato un accordo tra il comune, legambiente e gli attivisti del “movimento salvaiciclisti”. L’accordo confermava il doppio senso di circolazione ai ciclisti, anche nelle strade a senso unico. Gli appassionati delle due ruote sostengono che il doppio senso per le bici è indispensabile e lo confermano gli altri stati europei in cui da tempo è consentito e ha anche permesso di ridurre gli incidenti. I sostenitori del “controsenso ciclabile” sostengono che questo tipo di circolazione consente ad automobilisti e ciclisti di vedersi reciprocamente e quindi di ridurre gli incidenti.
Alcuni assessori dei comuni di Bologna, Milano e Torino, hanno risposto al ministro Lupi che la sua affermazione non è scientificamente dimostrabile; per questo motivo hanno chiesto al ministro di attuare uno studio specifico su alcuni paesi in cui la norma è in vigore da tempo, solo così il Parlamento potrà basare le sue scelte, non sulle sensazioni, ma su dati reali e veritieri. A sottoscrivere la richiesta sono stati gli assessori alla mobilità Andrea Colombo, Pierfrancesco Maran e Claudio Lubatti, che invitano il ministro Lupi ad accelerare i dovuti controlli.