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Palermo

Arrestato all’aeroporto di Palermo presunto nuovo boss di Cosa Nostra

Giuseppe Calvaruso, 44 anni, è stato fermato dai carabinieri nella giornata di ieri 4 aprile all'aeroporto Falcone-Borsellino mentre tornava dal Brasile. L'uomo era venuto in Italia per trascorrere qualche giorno con i suoi famigliari.

Cronaca
Pubblicato il 5 aprile 2021, alle ore 13:18

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Arrestato all’aeroporto di Palermo presunto nuovo boss di Cosa Nostra

I carabinieri di Palermo, coordinata dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) nella giornata di ieri 4 aprile, intorno alle 14:30, hanno arrestato presso l’aeroporto Falcone-Borsellino il 44enne Giuseppe Calvaruso, ritenuto uno dei nuovi boss di Cosa Nostra, l’associazione malavitosa siciliana ritenuta di stampo mafioso.

Nel 2016 Calvaruso era stato scarcerato, e da allora viaggiava molto, così come riferisce il quotidiano Repubblica. Il presunto boss si era imbarcato da Natal, in Brasile, con scalo a Parigi. Il 44enne si era recato in Italia per trascorrere qualche giorno insieme ai suoi famigliari, poi sarebbe ripartito subito dopo per il Sud-America. 

I suoi piani però non sono andati a buon fine, perché come detto ad attenderlo allo scalo palermitano c’erano i militari dell’Arma. Con lui sono state arrestate altre quattro persone, ritenuti mafiosi vicini al clan Pagliarelli. Questi ultimi sarebbero stati guidati dall’estero dallo stesso 44enne, che indicava a costoro cosa fare. Secondo le autorità Pagliarelli, zona situata nella parte sud-orientale di Palermo, in questi anni era diventato una sorta di “laboratorio” dove ricostruire la cupola di Cosa Nostra. 

L’inchiesta e l’arresto di Calvaruso

Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, e dai sostituti Dario Scaletta e Federica La Chioma. Dagli inquirenti si apprende di come Calvaruso, dopo la sua scarcerazione, si fosse trasferito in Emilia-Romagna, dove pare risultasse un dipendente di una ditta edile di Rimini. In breve tempo però cominciò ad intrattenere affari nel mondo immobiliare, tanto che riuscì a mettersi in contatto con un imprenditore di Singapore circa l’acquisto di alcuni palazzi situati nel centro di Palermo. Alcuni affari andarono anche a buon fine.

I carabinieri hanno operato anche con intercettazioni telefoniche, che hanno chiarito la posizione degli indagati. Calvaruso in questi anni sarebbe diventato il reggente del clan di Paglierelli, questo dopo che nel 2016 il boss Settimo Mineo fu arrestato. Secondo le indagini, il presunto sodalizio criminale era molto attivo sul territorio. 

Addirittura alcuni imprenditori si sarebbero rivolti ad uno degli indagati, un certo Giovanni Caruso, anch’egli arrestato ieri. Nella fattispecie un rivenditore di detersivi, dopo aver subito una rapina nella sua attività, si sarebbe rivolto al Caruso affidando a quest’ultimo i video ripresi dalle telecamere di sorveglianza. Il boss avviò l’indagine e il presunto autore della rapina fu risconosciuto: costui fu poi pestato violentemente alla presenza dello stesso Calvaruso. Nelle prossime ore non è escluso che gli inquirenti possano riferire ulteriori particoalari su questa inchiesta.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Episodi come questo ci fanno capire di come le associazioni di tipo mafioso siano ancora radicate sul territorio italiano. Le autorità mirano a combattere questo brutto fenomeno con tutti i mezzi possibili, e ogni anno vengono arrestate molte persone ritenute vicine a clan malavitosi. Quanto accaduto a Palermo ne è un esempio.

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