Antonio Schettini, 59 omicidi di cui 37 eseguiti personalmente, a breve sarà libero

Il boss Antonio Schettini ha alle spalle una lista infinita di omicidi commessi e ordinati: la collaborazione con la magistratura gli ha garantito solo 26 anni di carcere.

Antonio Schettini, 59 omicidi di cui 37 eseguiti personalmente, a breve sarà libero

Antonio Schettini, il criminale per eccellenza, l’uomo dei 59 omicidi, 37 eseguiti, gli altri ordinati o organizzati per conquistare e preservare il controllo sul traffico di droga da Milano a Lecco fra poco sarà libero: un premio per la sua collaborazione con la magistratura, 26 anni di carcere, tutti in 41bis, il regime di sorveglianza speciale riservato ai detenuti più pericolosi.

Schettini ha 60 anni, da quattro anni vive ai domiciliari, per motivi di salute, esce per andare al lavoro. A gennaio del 2018 la sua pena sarà estinta, sarà un uomo libero. Nel 2001 fu scarcerato per un cavillo, spedito a Pisa si dileguò nel nulla e venne fortunosamente acchiappato sull’Autostrada del sole. “Io adesso ho metabolizzato tutto – racconta Schettini -, col senno di poi mi è dispiaciuto per le persone che ho ammazzato, due mi pesano in maniera particolare: si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.” Afferma, inoltre, che di gente ne ha anche salvata e di essersi rifiutato di uccidere chi non c’entrava.

La sua villetta di Suisio, oggi proprietà comunale, diventerà un centro d’accoglienza per donne in difficoltà anche se l’ex proprietario avrebbe preferito un centro di riabilitazione, avrebbero potuto sfruttare la piscina.

Schettini nasce a Napoli ma è la Lombardia degli anni Ottanta e Novanta la terra ove opera: il controllo del mercato degli stupefacenti sull’asse Milano-Lecco. Affiliato alla ‘ndrangheta, diventa il braccio destro di Franco Coco Trovato, con la banda Trovato-Flachi siglia una serie infinita di agguati, esecuzioni, strangolamenti arrivando ad eliminare Cutolo junior. Nel 92 iniziano le crepe e Schettini finisce in carcere per l’omicidio del narcotrafficante Alfonso Vegetti, ucciso a Cinisello Balsamo. Nel ’94 la svolta: comincia la collaborazione con la magistratura.

Le leggende sulla sua dura detenzione negli anni si sono moltiplicate e Schettini afferma che oggi è tutto uno schifo, è tutto in mano agli stranieri, che la sua passione sono diventati i cani: vuole solo tranquillità, basta guai.

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