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Roma

Anpi e centri sociali: insulti e richieste di sgombero alle famiglie italiane di Area 121 ad Ostia

Da circa un mese gli stabili dell'aeronautica sono stati occupati da famiglie italiane in emergenza abitativa. Una situazione che ha scatenato le politiche della sinistra che domani alle 17.30 scenderà in piazza per chiedere lo sgombero immediato.

Cronaca
Pubblicato il 26 maggio 2020, alle ore 14:40

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Anpi e centri sociali: insulti e richieste di sgombero alle famiglie italiane di Area 121 ad Ostia

Sarà un mercoledì di fuoco quello che si appresta a vivere Ostia il 27 maggio. È stata confermata infatti la manifestazione di centri sociali e Anpi, che chiedono lo sgombero di Area 121, l’occupazione iniziata da alcune settimane da parte famiglie italiane in emergenza abitativa ad Ostia, che ha ricevuto il supporto del consigliere Luca Marsella, che da settimane difende padri separati, anziani, donne e bambini.

A nulla sono serviti i comunicati delle famiglie di Area 121, che più volte hanno spiegato come CasaPound non sia responsabile dell’occupazione e a nulla sono valse le spiegazioni sui social e nell’aula del X Municipio da parte di Luca Marsella: per Anpi e centri sociali l’occupazione riguarda CasaPound.

Secondo i centri sociali infatti, CasaPound avrebbe approfittato del lockdown per mettere in atto l’occupazione e non sarebbero veritiere le loro smentite. “Hanno approfittato del lockdown per occupare palazzi dell’aereonautica militare, abbiamo già intrapreso un percorso di incontri con il prefetto di Roma per studiare insieme una soluzione di sgombero“.

Insulti e minacce alle famiglie

Insulti continui verso le famiglie di Area 121 arrivano direttamente dai social da parte di diverse pagine antifasciste locali e, a rincarare la dose, ci ha pensato il consigliere di Italia Viva, Athos De Luca, che in aula ha deriso i cittadini, dichiarando di essersi affidati alla parte politica sbagliata. Proprio nel parlamentino lidense, infatti, lo scorso giovedì è stato votato un documento che chiede lo sgombero di Area 121, documento che ha fatto infuriare il consigliere Marsella e le famiglie italiane occupanti, che hanno protestato con veemenza in diretta streaming al momento del voto.

Nello specifico, si tratta di un documento, quello presentato dalla consigliera Margherita Welyam del Partito Democratico, che tendeva a voler dimostrare come l’occupazione sia stata portata avanti solo dai militanti guidati da Marsella. Documento poi votato e approvato dai voti della maggioranza di M5S, PD, Italia Viva, e che ha visto invece astenersi Fdi e Lega.

La reazione di CasaPound

Un presidio davanti ad Area 121 a difesa delle famiglie è quanto è stato annunciato da CasaPound per mercoledì 27 maggio alle ore 17 chiamando a raccolta “amici, simpatizzanti e chiunque voglia difendere le famiglie italiane in emergenza abitativa“. Un aiuto iniziato alcune settimane fa con i militanti, che tra pulizie e sistemazioni varie si sono messi a disposizione delle famiglie italiane e che ora hanno deciso di difenderli da una manifestazione che rischia di mettere in serio pericolo l’incolumità di donne e bambini.

Marsella, che da tempo chiede lo sgombero dell’ex Colonia Vittorio Emanuele, struttura più volte finita al centro di blitz delle forze dell’ordine, con arresti e ritrovamenti di droga e refurtive, chiede il perché si stiano utilizzando due pesi e due misure sulle vicende e chiede motivazioni su come sia possibile che Anpi e centri sociali stiano avendo incontri con la prefettura per velocizzare lo sgombero.

Una situazione in continua evoluzione, con i residenti di Ostia che da giorni difendono sui social le famiglie di Area 121 chiedendo invece lo sgombero proprio dell’ex colonia che, a detta ormai dei residenti, non lascia più garanzie di sicurezza alla cittadinanza.

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Cosa ne pensa l’autore
Vittoria Pitrelli

Vittoria Pitrelli - Una situazione paradossale: da una parte si continua a difendere un luogo come l'ex colonia Vittorio Emanuele da anni ormai al centro di arresti e reati di ogni genere, dall'altra si attaccano famiglie italiane pur di addossare colpe a CasaPound nonostante le smentite continue arrivate sia dalla voce del consigliere Marsella che dalle stesse famiglie a mezzo stampa e social.

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