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Genova

Ancora ritardi a Genova: bocciatura da parte del Mit per la Gronda

Altri rallentamenti colpiscono la città di Genova: la tanto attesa "Gronda di Ponente", connessione tra A7, A10 e A12, incontra nuovi ostacoli, con il Mit che dice no e Giovanni Toti che risponde duramente.

Cronaca
Pubblicato il 22 agosto 2019, alle ore 09:48

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Ancora ritardi a Genova: bocciatura da parte del Mit per la Gronda

Il Mit dice ancora no alla Gronda di Ponente di Genova, interconnessione che darebbe la possibilità di interlacciare le tre autostrade A7, A10 e A12: gli esperti specificano che, a seguito di ulteriori valutazioni svolte, sarebbe meglio mettere in pratica altre opzioni più adatte sia a livello di autotrasporti, che di ambiente, e finanza, il tutto con uno studio ancora più approfondito di quello effettuato fino ad oggi e in piena sintonia con istituzioni ed enti locali.

L’attuale progetto ha un costo di circa 4.7 miliardi con un tempo d realizzazione pari a 120 mesi e, fino ad oggi, sono già stati spesi circa 1.030 miliardi per i preparativi e le concessioni. La cancellazione del progetto stesso e la rescissione dei contratti stipulati porterebbe ad ulteriori costi aggiuntivi, circa un ulteriore miliardo, senza contare le ulteriori questioni spinose di rimando che si andrebbero a formare sull’operato svolto fino ad oggi e poi insoluto.

Dal canto suo, Giovanni Toti non tarda a rispondere a questo sonoro “no”, indicando che, nonostante il governo in carica non esista più, il ministero delle infrastrutture – chiaramente di schieramento grillino – decide di compiacere i propri elettori sul territorio (che avevano già sonoramente manifestato contro il progetto) con questa decisione assurda.

Toti ribadisce che il progetto della Gronda è un progetto già approvato e pronto, che i contribuenti stanno anche già pagando e che la macchina burocratica si è già messa in moto: molte aziende e privati, nelle aree adibite al progetto, sono stati espropriati, e questo crea ulteriori rallentamenti ai cantieri che in realtà avrebbero dovuto entrare in funzione già da mesi.

Con questa azione, incalza Toti, il governo decidere di bocciare un’importante opera che gioverebbe a tutti i porti del Nord-Ovest italico, soprassedendo su tutte quelle persone, aziende, attività e abitanti del posto, che sono favorevoli e che non aspettano altro.

Conclude dicendosi preoccupato per quanto sta succedendo: si erano già visti dannosi ritardi con l’amministrazione del PD e, adesso come allora, i 5 Stelle sono sulla stessa linea: ancora peggio se dovessero unirsi per formare un nuovo governo.

Tra le parti, anche la Società Autostrade dichiara che l’analisi dei costi/benefici pubblicati dal Mit per questa opera è superficiale e sconcertante, soprattutto con delle conclusioni totalmente errate.

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Cosa ne pensa l’autore
Alessio Attardi

Alessio Attardi - Veramente difficile e spinosa questa questione che va avanti da anni senza mai avere fine: il vero problema non è tanto il fare o no un'infrastruttura, ma quello che sta alla base, ovvero effettuare reali controlli su efficacia, costi, tempi di questa opera, e poi realizzarla. Invece, il solito problema è che tutto viene fatto approssimativamente: ci sono di mezzo interessi che vanno ben oltre l'efficienza o meno della struttura e, come se non bastasse, poi si decide di partire comunque e, nonostante siano già stati spesi ingenti fondi, si decide di rivederla o addirittura di cancellarla, letteralmente avendo buttato al vento le risorse spese fino a quel momento.

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