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Ancona, a Fabriano sospesa una docente no-vax Covid: riteneva falsi anche i risultati dei tamponi

Si tratta di Roberta Salimbeni, insegnante di Lettere presso la scuola media Gentile di Fabriano, in provincia di Ancona. La docente, con una missiva, si è rivolta ai suoi colleghi, pregando costoro di protestare contro l'obbligo del Green Pass.

Cronaca
Pubblicato il 13 settembre 2021, alle ore 16:48

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Ancona, a Fabriano sospesa una docente no-vax Covid: riteneva falsi anche i risultati dei tamponi

Oggi per molti alunni in tutta Italia è stato il primo giorno di scuola. In questi giorni saranno moltissimi gli istituti, anche superiori, che apriranno i battenti. Si tratta di un momento molto importante, anche perchè arriva dopo un anno e mezzo di chiusure forzate e di Dad, la didattica a distanza appunto, questo a causa dello scoppio della pandemia di Covid-19. La riapertura delle scuole in sicurezza è stata data grazie sopratutto ai vaccini, che dovrebbero consentire un anno scolastico più tranquillo e sicuro. Per questo il Governo ha inserito l’obbligo del Green Pass anche per entrare a scuola, misura valida dai 12 anni in sù. 

Ma c’è chi non ci sta e nelle scorse ore una professoressa di Lettere in servizio presso la scuola media Gentile di Fabriano, in provincia di Ancona, è stata sospesa dall’insegnamento dopo che ha inviato una lettera ai colleghi durante il collegio docenti con cui invitava costoro a scagliarsi contro l’obbligo della certificazione anti Covid a scuola. La docente è Roberta Salimbeni, convinta no-vax, la quale ha dichiarato che anche i vaccinati contagiano e che i tamponi anti Covid, a volte, non sono veritieri. 

Il pensiero della docente

In sostanza il pensiero della docente è quello di tante persone che in questo periodo hanno deciso di non sottoporsi al vaccino di loro spontanea volontà. Che i vaccinati possano anche contagiare e contagiarsi sembra ormai quasi assodato anche dalla scienza, che però nello stesso tempo ha dimostrato di come, con il vaccino, diminuiscono drasticamente ricoveri e morti a causa della malattia. In sostanza con i sieri anti Covid si può convivere tranquillamente con il virus, senza ricorrere a chiusure generalizzate come accaduto nello scorso anno e mezzo. 

“Non ho il certificato verde perché è discriminatorio e ufficializza quella pericolosa spaccatura sociale, che da tempo si sta delineando e sta creando sospetto, paura, rancore tra le persone, che invece dovrebbero essere tra loro solidali e unite” – così ha spiegato nella sua lettera la professoressa, la quale ritiene che se lei deve fare un tampone per vedersi con una persona doppiamente vaccinata, è necessario che il test lo faccia anche il vaccianato.

“Vorrei che i miei alunni con i genitori e il mio dirigente pretendessero da me non un certificato fasullo, che attesta nulla, ma certificati che attestino la mia preparazione e le mie competenze” – così si augura la docente balzata agli onori della cronaca. Per tutta risposta, come già detto, il dirigente scolastico l’ha sospesa e per adesso non potrà insegnare. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Queste notizie ci fanno capire di come non tutti siano d'accordo con l'utilizzo esteso del Green Pass anche per le scuole. La certificazione dovrà essere utilizzata anche dai genitori degli alunni che ad esempio vogliono entrare a scuola per portare qualcosa o prelevare il proprio figlio. Una decisione, quest'ultima, che ha scatenato un mare di polemiche.

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