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Alle sbarre il nipote di Previti, per acquisto della clinica Ruesch

Arrestato il nipote di Cesare Previti, ex ministro, per indagini sulla compravendita della clinica Ruesch. In carcere anche Dino De Megni, padre del bambino rapito nel 1990, complice nella vicenda

Cronaca
Pubblicato il 29 marzo 2014, alle ore 07:36

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Alle sbarre il nipote di Previti, per acquisto della clinica Ruesch

In seguito alle indagini della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli sono stati eseguiti alcuni arresti a persone di spicco tra cui il nipote di Cesare Previti, Umberto Flesca Previti, coinvolto nella procedura di compravendita, ritenuta illegale, della clinica Ruesch. Tra i cinque arrestati vi è anche Dino De Megni, padre di Augusto de Megni, il bamibno che fu vittima di un rapimento nel 1990.

Ai domiciliari è stato tenuto l’ex presidente del Pisa Calcio, Leonardo Covarelli, invischiato anche in questa operazione. Le indagini sono partite da un controllo sulla procedura dell’acquisto della clinica napoletana, da cui è emerso che i capitali destinati alla compravendita provenivano da operazioni di riciclaggio. L’accusa per gli imputati è non solo di riciclaggio, ma anche di reimpiego di denaro illegale, falso in bilancio, intestazione di immobili di dubbia provenienza, ed è uguale per tutti gli indagati. Inoltre, sono stati sequestrati beni per 9 milioni di euro, compresi ville, immobili di alto valore storico, e in diverse città come Pisa, Perugia, Bologna, Roma.

Secondo le indagini svolte dalla guardia di finanza, i truffatori avrebbero utilizzato società con sede in paesi europei come Austria, Gran Bretagna e Germania, su cui avrebbero trasferito denaro proveniente dal fallimento della San Pio s.a.s. gruppo del settore alberghiero, accusato di bancarotta fraudolenta. In seguito gli indagati avrebbero provveduto al trasferimento di cosiddetti capitali in Italia, e tentato di investirli nell’acquisto della clinica Reusch, dietro società che celavano la loro identità, ovvero la Iniziativa 2003 e la New Glen srl. Purtroppo il loro tentativo è fallito, e grazie alle indagini dei finanzieri il colpo è stato sventato. L’acquisto della clinica Reusch è saltato e adesso i truffatori sono sotto accusa anche per la truffa effettuata ai danni della San Pio. Le accuse sono incisive e frutto di indagini che hanno svelato i complotti eseguiti da questa sorta di banda, che voleva rimettere in gioco denaro ottenuto illegalmente.

Personaggi noti e rispettabili, che dietro le quinte esercitano poteri e truffe inaudite, per una corsa al potere e la smania di denaro facile, da ottenere in qualsiasi modo. Vicende di questo tipo dovrebbero servire da monito per apprezzare la buona fede di tante altre persone che si accontentano di ciò che hanno, e anche la condanna non dovrebbe essere troppo mite, perché le conseguenze dei danni provocati dalle loro truffe allo stato e alla società ricadono sulle persone oneste.

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