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Alla vigilia dell’8 marzo, ancora due femminicidi

Alla vigilia dell'8 marzo, ancora massacri tra le mura domestiche. Una donna, madre di tre figli, è stata brutalmente uccisa dal marito; un'altra, di appena trentanni, dal convivente.

Cronaca
Pubblicato il 8 marzo 2019, alle ore 07:55

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Alla vigilia dell’8 marzo, ancora due femminicidi

Alla vigilia della giornata dedicata alla donna, in due città italiane, Miano e Messina, si sono verificati due nuovi casi di violenza sulle donne finite in tragedia.

Entrambi gli assassini potrebbero essere accusati di omicidio preterintenzionale avendo colpito le donne con un corpo contundente. 

I due casi di femminicidio

A Miano, quartiere a nord di Napoli, un quarantenne ha massacrato la moglie di botte per poi chiamare i soccorsi quando era ormai troppo tardi. I tentativi dei soccorritori di rianimarla sono stati inutili. All’arrivo dei carabinieri, l’uomo ha subito confessato ed ora è agli arresti. Al momento del massacro, i tre figli della coppia, di sette, dieci e undici anni, non erano in casa; presente era la madre della vittima che, nonostante i tentativi, non è riuscita a fermare l’uomo e la sua furia assassina. Dopo la vicenda, si è sentita male ed è stato necessario il ricovero in ospedale.

Gli inquirenti stanno indagando sulla dinamica dei fatti che sembrano complessi; pare, infatti, che i vicini non si siano accorti di nulla. Ascoltati dalle forze dell’ordine, hanno dichiarato che non avrebbero mai sospettato una storia di violenza domestica perchè la coppia apparentemente sembrava essere una famiglia serena. Secondo le ipotesi, alla base dei dissapori pare ci fosse la gelosia.

Nella stessa giornata, l’altro caso di femminicidio, si è verificato nella periferia sud di Messina. L’assassino, il convivente della donna, dopo l’aggressione, ha provato a fuggire e, una volta preso, ha negato l’evidenza nonostante avesse ancora i vestiti sporchi di sangue. Alla fine ha confessato. La trentenne, il giorno prima, aveva scritto su Facebook “Non permettere a nessuno di spegnere il tuo sorriso“.

Secondo le prime indiscrezioni, poco dopo le 8 del mattino, i vicini di casa hanno sentito un grido d’aiuto ed hanno dato l’allarme. Dalla ricostruzione dei fatti, la ragazza è stata colpita ancora a letto con un pesante oggetto di metallo che le ha provacato profonde ferite mortali al volto e alla testa. Pare il giovane non abbia sopportato il fatto che la convivente volesse lasciarlo.

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Cosa ne pensa l’autore
Maria Guerricchio

Maria Guerricchio - Davvero ormai pare sia cronaca quotidiana sempre meno accettabile ma purtroppo sempre più giustificata se addirittura arrivano sentenze in cui le pene vengono drasticamente ridotte per "tempesta emotiva". Non si può sentire e non si deve sentire. Chi viene sfiorato anche solo dalla vaga idea di fare male a qualcuno, dovrebbe sapere di avere una pena certa e lunghissima. Solo così, forse, potrebbero riflettere bene prima di agire in un modo così sconsiderato e feroce.

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