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Alessandria, padre uccide il figlio tossicodipendente

Dopo numerosi liti in famiglia, l'ultima è finita in tragedia. Un uomo di 68 anni ha sparato al figlio tossicodipendente uccidendolo: nel maggio scorso la morte della moglie.

Cronaca
Pubblicato il 18 aprile 2019, alle ore 10:47

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Alessandria, padre uccide il figlio tossicodipendente

Nel maggio dell’anno scorso era morta Nadia, la moglie di Luciano Assandri residente a Rivalta Bormida, in provincia di Alessandria. Quello della donna è stato un decesso improvviso che l’uomo faticava a superare, e dopo che anche la figlia si è trasferita dalla villetta in via Don Garbarino, lasciando il padre ed il fratello da soli, la situazione si è complicata giorno dopo giorno.

Le liti, che secondo quanto confermato anche dai vicini erano ormai quotidiane, nascevano a causa dei problemi del figlio 39enne, legati alla droga di cui faceva uso. L’ultimo litigio scoppiato nella giornata di ieri, mercoledì 17 aprile, è finito nel modo più tragico. Erano le 11:30 quando il padre Luciano ha afferrato la pistola legalmente detenuta per motivi sportivi ed ha sparato alcuni colpi contro il figlio Diego, uccidendolo.

Spara al figlio ed urla dalla finestra

Il 39enne Diego Assandri voleva i soldi per comprare l’ennesima dose di droga di cui faceva uso da tempo: questa è la motivazione che ha spinto il padre Luciano a sparare contro il figlio, uccidendolo sul colpo. Luciano Assandri è il titolare di un centro assistenza pneumatici di regione “Barbato”, ed ora è in pensione. Molto provato dalla morte della moglie nel maggio scorso, ha faticato a gestire il figlio tossicodipendente, fino al terribile epilogo nella mattinata di ieri.

Dopo aver sparato contro il figlio Diego, il 68enne ha aperto la finestra ed ha urlato quanto era appena accaduto. Una vicina di casa ha allertato i carabinieri che sono subito giunti presso l’abitazione familiare, dove hanno trovato l’uomo ad aspettarli, accanto al cadavere del figlio.

Un breve interrogatorio ha fatto sì che il padre confessasse il delitto e raccontasse il movente. Luciano Assandri, definito come una “brava persona” dai concittadini che lo conoscono, è stato accusato di omicidio volontario aggravato e condotto in carcere mentre continuano le indagini ed i vari accertamenti del caso.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Ci troviamo di fronte ad una autentica tragedia. Una famiglia completamente disperata e provata dal dolore per la perdita della moglie e della madre. Abbiamo di fronte una famiglia distrutta, e forse dovremmo solo portare rispetto per questa situazione senza puntare il dito contro nessuno e senza lasciare commenti inadeguati.

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