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Roma

Addio a Gino Strada il fondatore di Emergency e uomo di pace

Si è spento oggi in Normandia il chirurgo che ha assistito le vittime dei conflitti nel mondo, aprendo ospedali negli scenari più disastrati, portando bisturi e speranza laddove l'uomo perdeva la propria natura.

Cronaca
Pubblicato il 13 agosto 2021, alle ore 17:54

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Addio a Gino Strada il fondatore di Emergency e uomo di pace

L’uomo che non voleva la guerra ci ha lasciato oggi. Originario di Sesto San Giovanni nato nel 1948, aveva 73 anni, divenuto medico alla Statale di Milano ha viaggiato in tutto il mondo, scegliendo in particolare le zone più dilaniate dalla guerra per portare la pace con la sua associazione. Assisteva i feriti di guerra, combatteva il razzismo e la politica.

E’ il 1994 l’anno in cui fonda con la moglie Emergency, L’obiettivo è curare tutte le vittime della guerra, ma anche della povertà e della fame. Combattendo anche dure battaglie nei confronti dei grandi della politica che gli provocarono non pochi dissapori. Nei suoi scritti affermava. quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano”.

Operò soprattutto in Afghanistan, tornata ora alla ribalta nelle notizie, dichiarando che ci sono guerre da vent’anni, aprì qui tre ospedali e 44 ambulatori in giro per il Paese. Molti i messaggi di cordoglio, da tutto il mondo, la figlia che si trova ora nel Mediterraneo, segue la strada del padre, a salvare vittime di guerra.

Venne reso cittadino onorario del Comune di Riace, la presidente di Emergency Rossella Miccio, non si è ancora ripresa dalla notizia, un caro ricordo su Twitter viene da Amnesty International, e da Save the Children “un grandissimo uomo che se ne va, ha aperto ospedali e curato feriti in ogni angolo del mondo, un grande medico per i diritti umani e per la pace nel mondo” anche uomini della politica da Letta a Scalfarotto a Gentiloni lo ricordano come un uomo che a mani nude voleva cambiare il mondo.

Addirittura ricordato nel mondo della musica, il rapper Fedez scrive su Twitter che avrebbe dovuto incontrarlo a settembre, un grande dispiacere non avergli potuto stringere una mano. Se ne va un uomo quindi che ha combattuto la guerra con ogni mezzo, trovando ostacoli, ma restando nel cuore delle persone per il suo operato.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Sono molto dispiaciuta era una grande persona, che faceva del bene e anche le sue battaglie politiche, ritenendo che aveva ragione, ma non credo che il suo operato sia stato solo una goccia nell'Oceano, credo che abbia suscitato negli animi della gente una sorta di reazione, anche nel mondo politico e avrà dei degni successori.

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